"Over the trip", una nuova via di misto a lato della mitica "Trip in the night"

Aperta da Leo Gheza e Luca Matteucci, si sviluppa lungo 3 tiri per 100 metri, con difficoltà fino a WI6, M8 R. "Non è estrema ma è una bella via per uscire un po' dalla propria zona di comfort"

 

Trip in the night e la sua variante Trip in the light sono due itinerari che salgono una famosa e ben frequentata cascata in Valsavarenche. Trip in the night è stata aperta nel marzo del 1988 da Fabrizio Bertino e Roberto Zorzettig (la variante è di nove anni più recente, a firma F. Damilano, M.Girod e G.Perroux). A fine anni ‘80, dati materiali dell’epoca e l'esiguo numero di scalatori su ghiaccio, la via ha segnato un momento importante per la disciplina, un bel salto in avanti e oggi è una grande classica, tra le più adocchiate della Valle d'Aosta, anche per via della sua indiscutibile bellezza.

 

La settimana scorsa, Leo Gheza è andato a ripeterla con la fidanzata, Giulia Compagnoni, e buttando un occhio a destra non ha potuto fare a meno di notare una bella linea. “Ho notato le frange a destra e la roccia, sana. Ho fatto uno più uno e viste le condizioni, non ho aspettato troppo. Sono tornato il giorno dopo con Luca Matteucci e l'abbiamo salita”. La via è stata quindi aperta interamente dal basso, su una linea sostanzialmente indipendente. “La prima sosta può essere in comune, quindi alterna roccia e ghiaccio. Gli agganci sono buoni, ci sono diverse tacchettine, alternate a meduse strapiombanti, che rappresentano la parte un po' più fisica. L'ultimo tiro segue una fessura, attrezzata con due spit e tre friends. L'ultima sosta è in comune con la cascata, da lì ci si può calare fino alla prima. In progressione abbiamo usato tre chiodi e cinque spit”. Gheza ha voluto battezzare la via Over the trip, proponendo il grado di WI6, M8 R, sviluppo 100 metri su 3 tiri.

 

Sabato scorso Leo è tornato per liberarla insieme a Giulia e ha notato condizioni che progressivamente sono cambiate. “Le temperature variavano da -3 a +2 gradi, l'ho vista egradare lentamente, a metà iniziava a scollarsi. C'è da dire però che, rispetto alla cascata, la linea è sicuramente più sicura, a parità di condizioni meteo presenta condizioni migliori. Avrei piacere che qualcuno la ripetesse. Non è super chiodata, non al metro, ma per chi vuole uscire un po' dalla propria comfort zone è sicuramente una bella esperienza, non è nemmeno una via estrema”. Ovviamente il desiderio di Gheza non va assolutamente inteso come un invito a provarla senza considerare puntualmente le condizioni specifiche e temporanee, che possono variare notevolmente rispetto alla data dell'apertura o della libera.