Perù, stop temporaneo all’alpinismo d’alta quota nella Cordillera Blanca

Stop temporaneo all’alpinismo sopra i 5000 metri nella Cordillera Blanca: il Parco Nazionale Huascarán vieta le ascensioni fino a fine marzo per motivi di sicurezza.

Le autorità del Parco Nazionale Huascarán hanno deciso di vietare tutte le scalate sopra i 5000 metri nella Cordillera Blanca fino alla fine di marzo. Il divieto riguarda le vette più celebri del Perù, tra cui l'Huascarán (6757 m), il monte più alto del Paese, e l’Alpamayo (5.947 m), insieme agli altri “nevados” di 5000 e 6000 metri.

Il provvedimento nasce dalla crescente preoccupazione per i rischi legati ai cambiamenti climatici: il ritiro dei ghiacciai, crepacci aperti, seracchi instabili e condizioni meteorologiche imprevedibili stanno trasformato montagne un tempo stabili in territori estremamente instabili. Da qui il divieto, introdotto il 24 dicembre 2025, che si applica solo all’alpinismo ad alta quota: rimangono accessibili le montagne e le pareti rocciose più basse, come quelle di Los Olivos e Hatun Machay, così come i sentieri di trekking famosi a livello internazionale, come la Quebrada de Santa Cruz.

Gli alpinisti non devono però preoccuparsi di perdere la stagione migliore. Il periodo più favorevole per le ascensioni nella Cordillera Blanca va da giugno ad agosto, durante l’inverno australe, quando il clima è più stabile e asciutto. Al contrario, i mesi di pioggia, da novembre a marzo, presentano pericoli maggiori: la neve fresca può coprire crepacci e aumentare il rischio di incidenti. Per questo alcuni scalatori si spostano in questi mesi verso Ecuador, Colombia, Cile o Argentina, dove le condizioni sono più stabili.

Negli ultimi anni, climber esperti hanno segnalato un aumento dei seracchi instabili. Fotis Theorachis, dalla Grecia, aveva documentato già nel 2022 la complessità della cima dell'Alpamayo, mentre gli spagnoli Iker ed Eneko Pou hanno raccontato che la stagione 2025 è stata caratterizzata da neve insolita sopra i 5500 metri e da un rischio valanghe più elevato del normale. Pochi mesi fa, due alpiniste giapponesi sono rimaste bloccate vicino alla vetta dell'Huascarán a causa delle condizioni. Una è stata salvata, l’altra è morta.

Anche le montagne più “basse” della Cordillera Blanca mostrano i segni del cambiamento climatico. Il Nevado Churup (5493 m), un tempo meta di scalate su ghiaccio e neve, oggi presenta rocce friabili e percorsi difficilmente affrontabili, come hanno confermato i fratelli Pou durante una recente salita.

La Cordillera Blanca si estende per quasi 180 chilometri e ospita 663 ghiacciai, 16 cime sopra i 6000 metri, 17 sopra i 5000, 269 laghi e 41 fiumi. La decisione di sospendere temporaneamente le scalate rappresenta un tentativo di "proteggere" sia gli alpinisti che l’ecosistema fragile di questa regione andina.