Estate in alta quota - Foto Tatiana Marras
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Quali sono le reazioni del nostro corpo alle alte e basse temperature in alta quota? È questo il tema che Eurac Research mira ad indagare con un nuovo studio fisiologico, incentrato sugli effetti di altitudine e temperatura sulla pressione sanguigna.
Il centro di ricerca di Bolzano ha appena aperto una call per volontari che vogliano prendere parte allo studio, sottoponendosi a test all'interno del terraXcube, l'avveniristico simulatore di climi estremi situato nel NOI Techpark, il polo dell’innovazione dell’Alto Adige inaugurato a Bolzano nel 2017.
Lo studio: pressione arteriosa in quota tra caldo e freddo
L'obiettivo della ricerca è indagare i meccanismi di controllo della pressione arteriosa in un ambiente montano simulato (2.500 metri di quota) sotto l'influenza di temperature contrapposte: caldo intenso (35 °C) e freddo moderato (15 °C).
Quotidianamente, il nostro corpo mette in atto meccanismi di controllo a breve termine, come il baroriflesso arterioso, per correggere le variazioni di pressione dovute a sforzi o cambi di postura, evitando così improvvisi svenimenti. Sebbene sia noto che altitudine e temperatura influenzino questi processi, il loro effetto combinato rimane poco esplorato. Una lacuna scientifica che è urgente colmare. La ragione è presto detta: il riscaldamento globale sta esponendo le regioni montane a ondate di calore sempre più intense, cambiando radicalmente l'esperienza di chi vive o frequenta l’ambiente montano.
I volontari di cui il centro di ricerca necessita per l’avvio di questa nuova ricerca devono rispettare i seguenti requisiti: uomini e donne sani, non fumatori, tra i 18 e i 45 anni. L'impegno prevede una visita di screening a marzo 2026 e quattro sessioni di test tra marzo, aprile, luglio e agosto all’interno del simulatore.
Ogni sessione durerà circa 4 ore, durante le quali i partecipanti saranno esposti a un'altitudine simulata di 2.500 metri, sperimentando temperature di 15 °C e 35 °C. I volontari saranno sottoposti a test da sforzo della pressione arteriosa, basati su cambi rapidi di postura ed esercizi su un cicloergometro, una cyclette da laboratorio. In modo non invasivo saranno monitorati parametri fisiologici, quali pressione sanguigna, frequenza cardiaca, temperatura cutanea e attività respiratoria.
Per candidarsi è necessario inviare una email a studio.bach@eurac.edu.
Alta quota e salute umana, l'impegno di Eurac Research
Il terraXcube non è soltanto un fiore all’occhiello del NOI Techpark ma un'eccellenza mondiale. Le sue camere climatiche permettono di replicare le condizioni ambientali più estreme del Pianeta, con possibilità di un controllo millimetrico di temperatura, umidità, vento e intensità della radiazione solare.
L’origine di questo simulatore affonda le radici in un episodio particolare. Nel 1999, il medico Hermann Brugger simulò un seppellimento da valanga a 3.000 metri per studiare l'ipossia. Da quell'esperimento rischioso nacque l'esigenza di un ambiente dove la medicina d'emergenza in montagna potesse progredire in totale sicurezza. Oggi il terraXcube permette di realizzare esperimenti, ripetibili e controllati, che sul campo non garantirebbero il medesimo livello di sicurezza e rigore scientifico. Al centro delle ricerche condotte nel terraXcube non c’è spazio solo per l’uomo. Molteplici sono gli studi che vedono come protagonista l’ambiente alpino, dalla flora d’alta quota alle coltivazioni.
Lo studio in partenza sulla pressione arteriosa è solo l'ultimo tassello di un mosaico più ampio di attività sperimentali condotte dall'Eurac Research, che da anni indaga il rapporto uomo-altitudine con progetti diversificati.
Nel 2025 un team di volontari è stato coinvolto in una ricerca condotta in un rifugio alpino, volta ad analizzare la risposta fisiologica di chi trascorre periodi prolungati a quote moderate. Vi sono progetti rivolti al mondo dell’alpinismo, per comprendere a livello molecolare come l'ipossia attivi fattori di trascrizione legati allo stress ossidativo e all'infiammazione o le ragioni e conseguenze delle apnee notturne, problematica frequente in alta quota.
Una manciata di esempi di un elenco ampio di ricerche in divenire, che non servono solo agli alpinisti ma hanno ricadute fondamentali sulla medicina clinica generale, aiutando a comprendere meglio patologie respiratorie e cardiovascolari che colpiscono milioni di persone, anche a livello del mare.