Scalare una foresta: tree climbing da sogno in Madagascar

Anna Hazlett ha salito gli alberi più alti di Monteverde insieme a Noah Kane: a piedi nudi, sfidando vento e ragni, con difficoltà da climber pro

 

L'ultima volta che l'abbiamo vista scalare su queste pagine era dicembre e Anna Hazlett, alias Anna Hazelnutt, aveva salito una via di 450 metri in Madagascar insieme a Matilda Söderlund. Qualche mese dopo la ritroviamo su Youtube con un video che ci porta in una dimensione totalmente diversa: dalle ariose placche dello Tsaranoro passiamo al Costa Rica, dove la scalatrice statunitense ha lasciato le scarpette a terra per darsi al tree climbing in compagnia di Noah Kane.

Una natura travolgente

Il video è innanzitutto un inno alla natura, che in Madagascar è davvero un tripudio di suoni e colori. Ma quando i climber si addentrano nella ventosa foresta di Monteverde e incontrano la prima pianta da scalare, la meraviglia di Anna è quella di tutti noi. Noah e Anna “attaccano” The Monkey King, su uno degli alberi più gettonati, una sorta di “via classica” del tree climbing.

Protezioni “morbide”

Per progredire su pianta, gli scalatori utilizzano soft gear, protezioni morbide che non arrecano danno alla pianta. Dadi e friend infatti andrebbero a intaccare la corteccia, mentre fettucce e bolas sono più tenere sul legno. L'altra particolarità del tree climbing praticato in questo video è la scalata barefoot, a piedi nudi, che risponde più che altro a esigenze di grip e sensibilità. 

 

Ovviamente, in Madagascar foresta e alberi sono pieni di insetti, tra cui ragni dall'aspetto poco rassicurante, ma Hazelnutt sembra in grado di gestire comodamente la cosa.

Punti di contatto con la scalata tradizionale

L'arrampicata procede sostanzialmente come una progressione in fessura/camino, con Anna che a tratti ha delle “dimenticanze” tipiche da scalatrice su roccia, come il cercare con la mano il sacchetto della magnesite, che ovviamente non c'è. 

 

Una volta fatta la prima “lunghezza” di corda, Anna attende Noah, a qualche decina di metri da terra. Da lì, i due raggiungono alternativamente la cima, nel senso più letterale del termine. “È molto emozionante – spiega Hazlett- è qualcosa di completamente diverso, arrampichi su qualcosa di vivo, lo percepisci. Fa abbastanza male ai piedi e quando sei in cima fa piuttosto paura, il vento fa i suoi scherzi”.

Un'arrampicata da 7c

Il video prosegue con la scalata della stessa pianta per “vie” differenti, per poi passare al Porcupine Tree, che permette di sviluppare una incredibile arrampicata in strapiombo. Ethan Pringle, che lo aveva scalato nel 2023, aveva azzardato addirittura un grado di 5.13 (7c abbondante) per la salita. Ma per non svelarvi proprio tutto, vi rimandiamo al video!