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Foto di Raven Hawk da PixabayIl Parco Nazionale dello Stelvio ha avviato nelle scorse settimane una iniziativa volta a offrire spunti di riflessione e suggerimenti pratici per gli scialpinisti, con l'obiettivo di promuovere una frequentazione responsabile della montagna invernale.
Una rubrica, dal titolo CON-SCI in natura, che attraverso brevi caroselli di immagini dai toni candidi, accompagnate da testi a rapida lettura e comprensione, mira ad aumentare la consapevolezza della complessità dell’ambiente in cui ci si muove in inverno, una complessità attenuata apparentemente dal manto nevoso.
La neve ha infatti il potere di ovattare colori e suoni, rendendo meno immediata la percezione della variegata biodiversità dell’ambiente montano. Biodiversità che si compone di specie animali e vegetali.
Dopo una prima puntata, focalizzata sui comportamenti che è bene osservare per scivolare sulla neve minimizzando il disturbo nei confronti della fauna selvatica, il Parco porta all’attenzione del pubblico la necessità di rispettare anche il mondo delle piante.
C'è vita sotto la neve
In inverno la natura può sembrare immobile. I rami degli alberi appaiono spogli, foglie, fiori e frutti sono quasi del tutto assenti. L’immagine brulla e statica del paesaggio, così povero di sfumature cromatiche, non va però interpretata come sinonimo di assenza di vita. Le piante, al pari degli animali, hanno sviluppato adattamenti ingegnosi per sopravvivere ai mesi più rigidi dell’anno.
Molte specie erbacee vanno incontro a un disseccamento parziale. A “morire” sono soltanto le porzioni superficiali, i ciuffi d’erba per intenderci. L'energia vitale si concentra nelle radici, nei bulbi o nei rizomi protetti dal terreno. Al di sotto del manto nevoso, questi organi conservano piena vitalità, fungendo da veri e propri serbatoi di riserve energetiche, pronte a essere mobilitate in primavera.
Al pari delle specie erbacee, che sfruttano la neve come una coperta termica, in grado di mantenere stabile la temperatura del suolo ed evitare che il gelo raggiunga le preziose radici, vi sono anche arbusti e piante legnose di bassa statura, che “nascondono” sotto il manto nevoso le gemme. Prodotte prima dell’inverno, le gemme restano così protette dalla neve in attesa della primavera, la stagione del risveglio.
Gli alberi affrontano l'inverno con due filosofie opposte. Vi sono le specie caducifoglie, come il faggio o la betulla, che perdono le foglie per evitare un eccesso di traspirazione e danni da freddo e le specie sempreverdi, che proteggono le foglie, aghiformi nel caso delle conifere sempreverdi, con cuticole cerose che limitano la perdita d'acqua. Pur restando verdi, queste piante rallentano drasticamente l’attività fotosintetica, entrando in uno stato di quiescenza per ridurre al minimo il consumo di risorse. In questo panorama spicca il larice, l'unica conifera delle nostre latitudini a comportarsi come una latifoglia, perdendo tutti gli aghi nella stagione invernale.
Quattro consigli per uno scialpinismo rispettoso del verde
Una volta calzati gli sci, è bene dunque ricordare che sotto lo strato di neve, che regala adrenalina e divertimento, vi è vita da proteggere.
Per uno scialpinista, la ricerca della traccia perfetta può portare a insistere su tratti dove il manto nevoso è magari scarso. È qui che la nostra presenza diventa critica. Un passaggio incauto può rimuovere quel sottile strato nevoso che funge da barriera termica, lasciando le piante improvvisamente scoperte ed esposte alle rigide temperature invernali. Oltre allo shock termico, il peso e la lamina degli sci possono causare danni meccanici irreparabili a radici e gemme. Privare il suolo della sua protezione significa compromettere il futuro della flora locale.
Come evidenziato fin dalla prima puntata, il Parco Nazionale dello Stelvio non intende portare avanti una campagna di dissuasione dalla pratica dello scialpinismo. La finalità di CON-SCI in natura è di fornire indicazioni e consigli per prendersi cura della montagna senza rinunciare al piacere di una escursione. La soluzione è molto semplice: muoversi con attenzione e consapevolezza.
Per spostarsi sugli sci, senza arrecare danno alla flora locale, l’area protetta fornisce una serie di piccoli ma significativi accorgimenti:
- preferire itinerari ben innevati;
- evitare tratti spelati o con poca neve, ad esempio su pendii erbosi o tra gli arbusti affioranti;
- seguire tracce già esistenti quando possibile;
- ricordare che muoversi con attenzione significa prendersi cura della montagna.
Quattro consigli facili da ricordare e da seguire che, se condivisi dalla comunità degli appassionati di attività outdoor in ambiente innevato, possono fare una grande differenza per la conservazione dell’ambiente. Essere "CON-SCI" significa capire che sotto i propri sci non vi è solo neve, ma anche la vita che verrà.