Sentiero Italia CAI e accessibilità: a "Fa’ la cosa giusta!" il cammino è per tutti

Dagli 8.000 chilometri del Sentiero Italia CAI al nuovo manuale dedicato all’escursionismo accessibile, il Club Alpino Italiano si impegna per una montagna sempre più aperta e inclusiva.

 

Sabato 14 marzo il Club Alpino Italiano è stato protagonista alla fiera Fa’ la cosa giusta! con una giornata ricca di appuntamenti dedicati ai cammini, all’accessibilità e alla cultura dell’escursionismo.

Alle 10:30, presso lo stand F55 di Cammini d’Italia, si è svolto l’incontro “Sentiero Italia CAI: 8.000 km di passi tra storia e futuro”, occasione per raccontare il più lungo itinerario escursionistico del Paese – circa ottomila chilometri che attraversano l’intera Penisola dalle Alpi al Mediterraneo – e per aggiornare visitatrici e visitatori sullo stato del percorso, sul nuovo Passaporto del Camminatore e sul Premio Ambasciatori SICAI.

«Nel Sentiero Italia CAI vive l’essenza di ogni cammino presente oggi qui a Fa' la cosa giusta. Se chi immaginò questo percorso quarant'anni fa potesse vederlo ora, si commuoverebbe nel constatare come quell'idea sia diventata realtà: un mondo capace di valorizzare le bellezze del nostro Paese attraverso il cammino. Ogni volta scopriamo qualcosa di nuovo. Il SICAI è stato definito "il cammino più lungo del mondo"; forse non lo è sulla carta (ma certamente sul terreno) ma sicuramente è il più bello, perché l’Italia è il Paese più bello del mondo. Ogni dieci chilometri cambiano le regioni, i paesaggi, la natura e i dialetti», ha dichiarato il presidente generale del CAI Antonio Montani.

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato anche il valore della rete dei cammini, sempre più integrata con il sistema dei sentieri e con i territori attraversati.

«Grazie all'apertura verso il mondo dei cammini, si è compreso che sentieri e itinerari condividono una medesima anima. Spesso attraversiamo i borghi d'alta montagna e, da quando è iniziata questa sinergia, procediamo insieme verso obiettivi comuni, contando sulla collaborazione delle Regioni. Sono proprio le Regioni a recepire il nostro indirizzo: creare percorsi con tappe più brevi, rendendoli accessibili a tutti. L’obiettivo resta riconnettersi alla natura e aprirsi al mondo dei cammini e dei sentieri, ricongiungendosi in quel "perdersi" che è, in realtà, ritrovare l’anima dell’Italia», ha aggiunto Mario Vaccarella, componente del comitato direttivo centrale del CAI.

Allo stand del Club Alpino Italiano, per tutta la giornata di sabato, referenti e volontari hanno inoltre proposto un gioco dedicato alla scoperta del Sentiero Italia CAI, invitando i visitatori a muoversi tra gli stand delle regioni partner per conoscere le diverse tappe del percorso, con gadget e materiali informativi.

Nel pomeriggio, alle 14:00, nella Piazza Turismo Lento, l’attenzione si è spostata sul tema dell’inclusione con la presentazione del nuovo manuale CAI Escursionismo e accessibilità. Buone pratiche per l’autonomia e l’accompagnamento all’aria aperta. Una pubblicazione che riflette uno degli impegni più concreti dell’associazione: rendere la montagna realmente accessibile a tutti, indipendentemente dalle capacità fisiche o dalle condizioni di salute. "Autonomia significa poter scegliere, muoversi secondo le proprie capacità e vivere appieno la montagna - ha spiegato Pietro Scidurio, autore del manuale-. Questo implica il saper riconoscere il valore delle persone e l'adeguatezza dei percorsi. Con questo manuale abbiamo cercato di definire una serie di linee guida affinché i sentieri siano davvero per tutti. La montagna è quel fil rouge capace di unirci, come sostiene Montani, all'interno della catena del turismo accessibile: un turismo migliore per chiunque. Questa catena inizia già a casa, quando controllo online se i rifugi sono accessibili o se offrono pasti per celiaci. L’accessibilità riguarda un pubblico vastissimo e pone domande concrete: come raggiungerò l’attacco del sentiero? Come gestirò l’attesa prima di camminare? L'obiettivo è tornare a casa e poter dire agli amici: "Sono stato sul SICAI ed è stata un’esperienza straordinaria", con la speranza che sempre più persone possano vivere la stessa emozione".

 

Un impegno che trova espressione quotidiana nell’attività della Struttura Operativa di Accompagnamento Solidale (SODAS), presente allo stand del CAI durante tutte e tre le giornate della fiera.