Simone Moro aggiorna sulle sue condizioni: “Così vi dico come sto”

Dopo il malore al cuore accusato in quota in Nepal, l’alpinista rompe il silenzio con un messaggio ironico e rassicurante. Dopo qualche giorno di silenzio Moro rassicura: le energie ci sono.
Simone Moro

“Due giorni fa mi sono scappate sei galline e un gallo nel bosco che abbiamo qui dietro. Eravamo solo in due, gli siamo corsi dietro e le abbiamo prese tutte. Penso sia il parametro migliore per dirvi come sto.”

Con questo messaggio, a metà tra l’autoironia e la concretezza che da sempre lo contraddistingue, Simone Moro ha scelto di rompere il silenzio dopo giorni di preoccupazione e voci insistenti sulle sue condizioni di salute. “Molti di voi mi scrivono preoccupati: come mai non pubblico più niente? - racconta l'alpinista sui social - Io non amo inflazionare con post inutili… Però è vero, le ultime notizie raccontavano di questo malessere”. In risposta, nessun bollettino medico ma un episodio di vita quotidiana per raccontare il suo stato fisico.

Nelle scorse settimana, infatti, Moro era stato colpito da un malore al cuore mentre si trovava in quota, intorno ai 5000 metri, durante la fase di acclimatamento in previsione del tentativo di salita invernale al Manaslu. Un episodio serio, che aveva reso necessario il trasferimento in elicottero a Kathmandu e il ricovero ospedaliero. Gli accertamenti avevano evidenziato un problema coronarico, trattato tempestivamente dai medici, che hanno poi avviato un percorso di controlli e monitoraggio.

Il silenzio successivo aveva alimentato comprensibile apprensione tra appassionati, colleghi e amici. A spiegare il perché di quella pausa è lo stesso Moro: non ama “inflazionare con post inutili”. Il suo è un modo autoironico per sdrammatizzare sull'accaduto. Non è una minimizzazione, né una banalizzazione di un problema cardiaco che resta serio e che richiede prudenza. È piuttosto il modo di Moro di comunicare: diretto, concreto, lontano dai toni drammatici. Sicuramente il percorso di recupero non è finito e le decisioni sul futuro alpinistico verranno prese con calma, ascoltando i medici e il corpo. Ma questo aggiornamento, semplice e disarmante, ha già fatto il suo effetto.