Skyway Monte Bianco: la nona tappa di Architettura Alpina

La penultima tappa di Architettura Alpina racconta Skyway Monte Bianco, dove tecnologia e design si fondono.

Questo articolo, a cura del progetto ArchitetturAlpinA, ci guida alla scoperta delle architetture contemporanee che animano e trasformano il paesaggio alpino.

Il viaggio di  Architettura Alpina, che racconta dieci luoghi emblematici dell’arco alpino,  si avvicina alla sua conclusione. Dopo mesi di riprese lungo le Alpi, che hanno toccato dieci luoghi simbolici della cultura architettonica contemporanea, il docufilm entra nella fase di montaggio. Mancano solo le ultime due tappe da pubblicare qui su Lo Scarpone, ma il racconto è ormai completo: un mosaico di esperienze e territori che restituisce la complessità, la bellezza e le contraddizioni del costruire in montagna oggi.

Tra i progetti selezionati, quello dedicato alla Valle d’Aosta porta in scena un’opera che più di ogni altra unisce tecnica e visione: la funivia del Monte Bianco

“È stato selezionato in seno al nostro territorio Skyway – spiega l’architetto Sandro Sapia, dell’Ordine Architetti della Valle d’Aosta – perché si tratta di un progetto complesso che non riguarda solamente la realizzazione di una semplice funivia, seppur spettacolare, ma la creazione di un’esperienza che modifica l'approccio alla fruizione della montagna. La montagna diventa quinta scenografica, arricchendosi di ulteriori usi e attività: il museo, il cinema, il ristorante e molto altro”.

In questo senso, Skyway Monte Bianco è molto più di un’infrastruttura turistica. Ogni spazio – dalle stazioni di partenza e arrivo alle aree di sosta e osservazione – è concepito come parte di un percorso esperienziale, dove la tecnologia e il design dialogano.

“L’architettura – racconta Carlo Cillara Rossi, progettista che ha firmato l’opera – è una disciplina che passa attraverso la nostra storia e appartiene a chi, con passione e mestiere, mette la propria capacità al servizio della creazione di spazi confortevoli, lasciando sempre un ricordo. È la somma delle soluzioni spaziali capaci di generare ambienti sicuri, funzionali e al tempo stesso ricchi di suggestione”.

Mentre le ultime sequenze vengono montate, il film si prepara a restituire questa visione d’insieme: un percorso tra valli, villaggi e cime dove l’architettura diventa linguaggio di comunità, strumento di relazione e forma di bellezza condivisa.