Spagna, ritrovato un osso di elefante del III secolo a.C.: possibile traccia dell’esercito di Annibale

La scoperta in un sito archeologico vicino a Córdoba riaccende il dibattito sulla marcia del generale cartaginese verso l’Italia. Gli studiosi parlano della prima possibile prova materiale legata agli elefanti della Seconda guerra punica.
Wikimedia Commons © Gli elefanti di Annibale

Un frammento osseo di elefante, datato a oltre 2200 anni fa, è al centro di una scoperta archeologica che potrebbe riscrivere un pezzo della storia antica: gli studiosi sostengono che si tratti del primo reperto materiale direttamente riconducibile agli elefanti usati da Annibale Barca nella Seconda guerra punica. Se confermato, si tratterebbe della prima prova fisica tangibile del leggendario esercito cartaginese che, secondo le fonti antiche, attraversò l’Europa fino alle Alpi con i giganteschi animali da guerra.

La scoperta arriva da uno scavo condotto nel sito di Colina de los Quemados, nei pressi dell’antica Corduba (l’odierna Córdoba), nel sud della penisola iberica. Qui, a partire dal 2019, un team di archeologi ha portato alla luce, insieme all’osso di elefante, monete, ceramiche e residui di armi da assedio che, in base alle analisi al carbonio, risalgono allo stesso periodo dell’epoca punica: tra la fine del IV e l’inizio del III secolo avanti Cristo.

 

Il ritrovamento

Il frammento osseo - un carpo del piede, di circa 10 centimetri - è stato confrontato con scheletri di elefanti moderni e di altre specie fossili per escludere che si tratti di un animale autoctono o di un esemplare portato in Europa per scopi non bellici. Secondo lo studio pubblicato su Journal of Archaeological Science, la combinazione di evidenze (reperti antropici e datazione coerente con la Seconda guerra punica) indica con buona probabilità che l’animale sia stato parte del seguito di Annibale.

Gli esperti sottolineano che resti scheletrici di elefanti in contesti archeologici europei sono estremamente rari e, fino ad oggi, la presenza di questi animali nella campagna militare di Annibale era attestata solo da fonti letterarie e iconografiche, non da evidenze materiali dirette.

 

Annibale e gli elefanti

Secondo le testimonianze degli storici antichi, nel 218 a.C. Annibale Barca, generale di Cartagine, attraversò la penisola iberica con un esercito composto da decine di migliaia di soldati e circa 37 elefanti da guerra, diretti verso l’Italia attraverso i Pirenei e le Alpi. Questa impresa, narrata da storici come Polibio e Livio, è considerata una delle più audaci manovre militari dell’antichità, ma finora mancava di conferme archeologiche definitive.

Le nuove analisi suggeriscono che almeno uno di quegli elefanti potrebbe aver lasciato tracce tangibili del suo passaggio in Spagna, prima della difficile traversata alpina. Secondo gli studiosi, l’animale potrebbe non aver raggiunto le Alpi; tuttavia, la sua presenza a sud della penisola iberica sottolinea la realtà storica di una larga marcia di truppe e animali attraverso l’Europa sud-occidentale.

Per gli archeologi, la scoperta rappresenta un salto di qualità nello studio delle guerre puniche: fino ad oggi, la prova fisica degli elefanti di Annibale era assente, limitandosi a fonti scritte e raffigurazioni artistiche. Il reperto di Córdoba potrebbe quindi costituire il primo indizio tangibile della presenza di questi animali nell’Europa antica collegata a un contesto bellico reale.

“Se confermato pienamente, questo osso potrebbe essere una delle testimonianze più importanti dell’uso di elefanti in guerra mai ritrovate in Occidente, affermano i ricercatori, consapevoli però che serviranno ulteriori studi e ritrovamenti per consolidare definitivamente il collegamento con Annibale e la sua spedizione.