La foto di vetta postata da Sohniya Mehreen Babar © Instagram Sohniya Mehreen BabarDopo le recenti polemiche italiane legate alle contestazioni sulle salite dichiarate da Marco Confortola, anche in Pakistan esplode un caso di presunte false vette. L'Alpine Club of Pakistan (ACP), massimo organo ufficiale dell’alpinismo nel Paese, ha infatti espresso forti dubbi sulla veridicità delle ascensioni dichiarate da quattro alpinisti locali sullo Spantik (7027 metri), famosa cima nella catena del Karakorum.
Le accuse riguardano l’influencer Sohniya Mehreen Babar, che attraverso i social aveva annunciato di essere la prima donna della provincia del Sindh a raggiungere la cima, insieme ad Amina Shigri, Mehboob Ali e Ameen Hushevi. Secondo il ACP, le prove fornite non dimostrano in alcun modo il raggiungimento della vetta: le fotografie condivise non mostrano elementi topografici chiari e, soprattutto, testimonianze indipendenti smentirebbero le loro affermazioni.
In particolare, l’alpinista spagnolo Mandy Placeres, che lo stesso giorno ha realmente toccato la cima dello Spantik, ha dichiarato di aver superato i membri del gruppo durante la salita, sostenendo che Babar non avrebbe mai oltrepassato il Campo 2 e Shigri il Campo 3.
La posizione dell'Alpine Club of Pakistan
In seguito a verifiche il Pakistan Alpine Club ha diffuso un duro comunicato ufficiale, una presa di posizione chiara a proposito di questo caso specifico e anche un invito a tutti gli alpinisti e appassionati:
A seguito di un’inchiesta sulle recenti rivendicazioni di vetta sullo Spantik (7027 metri), è stato confermato che le affermazioni di Sohniya Mehreen Babar, Amina Shigri, Mehboob Ali e Ameen Hushevi erano false.
Tutte le rivendicazioni di vetta devono seguire le seguenti linee guida:
🔹 Tutte le rivendicazioni di vetta devono essere verificate dall’Alpine Club of Pakistan (ACP).
🔹 Ai media e alle organizzazioni è consigliato di non pubblicare dichiarazioni di vetta senza conferma da parte dell’ACP.
🔹 Qualsiasi violazione comporterà azioni disciplinari, inclusi divieti e multe. Anche il personale di supporto e gli operatori turistici coinvolti in dichiarazioni false saranno soggetti a penalità.
L’Alpine Club attribuisce la massima importanza all’integrità. L’integrità è essenziale in tutti gli sport e l’alpinismo è una questione di vita o di morte. Dichiarazioni false, che riguardino le vette, l’uso di ossigeno supplementare o salite in solitaria, compromettono lo spirito dell’alpinismo e diminuiscono i risultati dei veri scalatori.
Per segnalare dichiarazioni false di vetta, incluse salite in solitaria o senza ossigeno, si prega di contattare l’ACP tramite email ufficiale o canali social.
Alpine Club of Pakistan
Anche il forte alpinista Shehroze Kashif ha pubblicamente appoggiato l’azione del ACP, definendola un passo necessario verso la trasparenza in un settore in forte crescita ma ancora segnato da zone d’ombra. In un alpinismo sempre più globale e osservato dal pubblico, la richiesta è una sola: maggiore trasparenza, verifiche rigorose e rispetto.