Il gruppo quasi al completo @NKBV Expedition Academy
Il Nochung Ri e i Chotan Rigib Est e Ovest @NKBV Expedition Academy
I Chotzangma Centrale ed Est @NKBV Expedition Academy
Il bel profilo del Kan Chan Chenmo @NKBV Expedition Academy
Ultimi tiri sul Kan Chan Chenmo @NKBV Expedition Academy
Una bella sezione di roccia sul Kan Chan Chenmo @NKBV Expedition Academy
La vallata innevata di fresco @NKBV Expedition Academy
Così come è stato fatto in Italia per il “nostro” CAI Eagle Team, anche in diverse altre nazioni – soprattutto europee- si è deciso di avviare programmi di alpinismo che ricalcano la tipologia dell'Academy, con corsi di formazione di alto livello, generalmente coronati da spedizioni extraeuropee durante le quali i giovani scalatori mettono a frutto le competenze con nuove aperture.
Così è stato anche per gli olandesi della Dutch NKBV Expedition Academy, che sul finire di questa estate sono partiti per la regione dello Zanskar, nel distretto di Kargil, in Ladakh. Il gruppo di quattordici scalatori (Folke Drost, Mael Durand, Claartje Meijs, Jan van der Meulen, Laura Oldenburger, Jules de Ruiter, Alexander Sternfeld, Joris Timmermans, Karlijn de Wit, più gli istruttori Court Haegens, Niek de Jonge, Eveline van Tuinen, Boris Textar e Bas Visscher) è partito a fine agosto per l'India, dopo due anni e mezzo di preparazione. Dopo una settimana di viaggio e avvicinamento, il team ha stabilito il campo base a 4600 metri nella valle di Denyai Tokpo, dove ci sono diversi Cinquemila e Seimila da scalare su ottimo granito. A causa del difficile attraversamento di un fiume è stato possibile trasportare solo metà dell’equipaggiamento e nei giorni successivi il maltempo ha flagellato il campo base, con forti nevicate. Secondo alcuni locali si è trattata di una delle più importanti tempeste degli ultimi quarant'anni, in un luogo che altrimenti in quel periodo è piuttosto secco.
Le condizioni nevose e il meteo instabile hanno ridimensionato le iniziali ambizioni del team. Dopo una settimana di attesa, Folke Drost e Jan van der Meulen sono riusciti a salire con successo una montagna innevata dopo avere attraversato per 13 ore neve non consolidata che arrivava fino all'anca. La via sul Nochung Ri (5700 metri) è stata battezzata Committed to the Cause e gradata PD+, 45°. Nonostante il meteo non sia poi migliorato gran che, la prima salita ha dato fiducia al gruppo e si sono susseguiti altri tentativi su vette più alte: prima sul Chotzangma e poi sulla cresta est del Chortan Rigib-East. In questa occasione Boris, Karlijn, Laura e Claartje hanno raggiunto una placca impossibile da proteggere a soli 20 metri dalla cima di 5800 metri.
Il giorno dopo, Alex e Mael hanno scalato con successo il Chotzangma Centrale (5800 metri) attraverso una parete nord sempre più ripida e sono scesi lungo la via di salita. L'itinerario di 500 metri è stato chiamato Snow symphony, con difficoltà indicate in D, 80°. Poco dopo, Jan, Jules e Niek sono partiti a mezzanotte per tentare una via diversa sull'adiacente parete nord del Chotzangma Ovest (5770 metri). Hanno arrampicato su misto nella prima metà dell'ascesa, proseguendo su pendii di neve ripida e lungo una sezione di arrampicata su roccia nella metà superiore. Hanno infine raggiunto la vetta del Chotzangma-Ovest, portando a termine una traversata completa della cresta, includendo le vette centrale e orientale. Hanno chiamato la via Tak Sham (D+, 75°/M4+, 500m). La squadra è scesa lungo la via di Alex e Maël .
Contemporaneamente, Bas Visscher, Folke Drost e Joris Timmermans sono tornati al Chortan-Rigib puntando alla vetta ovest (5752 metri). Hanno salito la parete nord-ovest e hanno raggiunto la cresta sommitale nevosa attraverso una lunghezza di ghiaccio particolarmente insidiosa. (D, AI3, 70°, 600m).
Nell'ultima settimana finalmente il bel tempo ha fatto visita a Zanskar. Boris Textar e Karlijn de Wit ne hanno approfittato per raggiungere la cima del Rejam Ri (5600m). Allo stesso tempo, Jan, Jules e Claartje hanno aperto una via di roccia a metà di una vetta che agli scalatori olandesi ha ricordato il Piz Badile (Core Memories, 350m, 6a+). Nella stessa finestra di bel tempo, Alex, Folke, Laura, Maël, Bas e Niek hanno raggiunto la vetta più alta della valle: il Khang Chan Chenmo (6135 metri). La loro via è iniziata su un canalone di neve ripido ed è passata all'arrampicata mista su una parete rocciosa per gli ultimi 400 metri. La via è stata chiamata Wish You Were Here (5b, 50°, 700m) in ricordo di tutti i loro amici che hanno perso la vita in montagna: in particolare Jeroen van Ommen, Mats Wentholt e Line van den Berg.
Tutte le cime erano già state nominate dalla popolazione locale se visibili dai loro villaggi, oppure è stato dato un nome ladakhi in consultazione con il team che ha assistito il gruppo di olandesi al campo base.