Sull’Etna, gli Accompagnatori di Alpinismo Giovanile si ritrovano

Dal 18 al 20 settembre, Zafferana Etnea ha ospitato il Raduno nazionale 2026. Tre giorni tra la Valle del Bove, i crateri sommitali e la cultura siciliana, per condividere esperienze e rafforzare i legami tra accompagnatori provenienti da tutta Italia.

Una proposta nata quasi per gioco, durante il raduno del 2025 nelle Marche, è diventata un appuntamento ai piedi dell’Etna. Dal 18 al 20 settembre 2026, Zafferana Etnea ha ospitato il Raduno nazionale Accompagnatori di Alpinismo Giovanile, riunendo in Sicilia volontari provenienti da diverse regioni italiane.

Ad accoglierli, temperature finalmente più miti dopo la torrida estate siciliana e un programma preparato dagli accompagnatori di Alpinismo Giovanile del Gruppo Regionale Sicilia, in collaborazione con la Commissione Centrale di Alpinismo Giovanile (CCAG). Il lavoro comune ha riguardato la logistica, le attività, le escursioni e gli adempimenti necessari alla realizzazione dell’incontro.

Base del raduno è stato il Centro Ricreativo Giovanile di San Filippo Neri, dei Padri Oratoriani Filippini, in contrada Cassone, alcuni tornanti sopra il centro abitato di Zafferana.

L’attesa e l’arrivo in Sicilia

I giorni precedenti sono trascorsi con qualche preoccupazione. Nelle settimane prima del raduno, l’attività dell’Etna e la dispersione di cenere vulcanica avevano condizionato il traffico aereo, rendendo incerti i collegamenti con l’aeroporto di Catania. L’attesa si è sciolta soltanto a ridosso dell’avvio, quando le condizioni hanno consentito l’arrivo dei partecipanti.

Accanto agli accompagnatori delle diverse province siciliane, hanno aderito ospiti da Veneto, Lombardia, Piemonte, Marche, Abruzzo, Toscana, Lazio e Campania. Per alcuni è stata l’occasione di ritrovare compagni di precedenti esperienze di Alpinismo Giovanile; per altri, il primo incontro.

La cena di benvenuto di venerdì 18 si è aperta con i saluti di Angelo Spitaleri, presidente dell’OTTO-AG, e di Andrea Ferroni, vicepresidente della CCAG, insieme al presidente del Gruppo Regionale Sicilia Giuseppe Riggio e al referente per l’Alpinismo Giovanile Enrico Fisichella.

Poi spazio alla rosticceria siciliana, con gli arancini particolarmente apprezzati, e alla serata “Cunti e canti”: racconti e canzoni della tradizione, accompagnati da un quartetto di chitarre e tamburi. Un modo semplice per stare insieme e cominciare a fare gruppo.

Nella Valle del Bove, per conoscere il vulcano

Sabato 19 il tempo ha consentito di confermare l’escursione verso la Valle del Bove, accompagnata da Nello Russo, Accompagnatore di Alpinismo Giovanile e guida vulcanologica. Lungo il cammino, le spiegazioni sugli aspetti paesaggistici, naturalistici e vulcanologici hanno aiutato a comprendere l’ambiente attraversato, aggiungendo alla bellezza dei luoghi la conoscenza dei processi che li hanno modellati.

Per i partecipanti aggregati, il programma ha previsto invece una giornata ad Acireale, tra architettura barocca e granita, e una visita alla Riviera dei Ciclopi, il cui paesaggio è legato ai racconti e ai miti della letteratura classica.

Al rientro, la relazione del vulcanologo Salvo Caffo ha approfondito la conoscenza dell’Etna, riconosciuto dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. La giornata si è conclusa con un’altra cena dedicata alla cucina siciliana, questa volta con il cannolo di ricotta a chiudere il menu.

Verso i crateri sommitali

Domenica 20, mentre gli aggregati visitavano Catania, il suo barocco e i siti archeologici greci e romani, gli accompagnatori hanno affrontato l’escursione ai crateri sommitali dell’Etna. La direzione dei venti, che trasportavano cenere e lapilli verso sud, ha portato a scegliere l’ascesa dal versante nord.

Il primo tratto è stato percorso a bordo dei fuoristrada. Salendo, boschi e praterie d’alta quota hanno lasciato spazio alla roccia e alla sabbia vulcanica: un paesaggio scuro, sempre più spoglio, capace di suscitare domande e stupore.

La guida vulcanologica ha condotto il gruppo a un breve affaccio sulla Voragine e sulla Bocca Nuova. Le esalazioni hanno imposto di limitare la sosta e di spostarsi sopravvento. I boati provenienti dal profondo, i vapori e l’attività all’interno dei crateri hanno lasciato nei partecipanti la sensazione di trovarsi davanti a una forza difficile da immaginare senza averla osservata da vicino.

Durante la discesa, il calore proveniente da una frattura legata all’attività eruttiva più recente ha sorpreso il gruppo. Poi sono arrivate la nebbia e una pioggia fitta e costante. A circa 2.800 metri, i fuoristrada hanno riportato gli escursionisti a Piano Provenzana, mentre la pioggia si faceva più intensa e, per chi doveva raggiungere l’aeroporto, il tempo cominciava a stringere.

Un abbraccio prima di ripartire

La fretta delle partenze non ha impedito i saluti. Sotto la pioggia è rimasto il tempo per un abbraccio e per la promessa di ritrovarsi al prossimo raduno.

Le tre giornate siciliane hanno offerto agli accompagnatori la possibilità di conoscere un ambiente particolare e di condividere tempo, esperienze e curiosità. Occasioni preziose anche per chi, durante l’anno, dedica il proprio impegno ai ragazzi: ritrovarsi e confrontarsi rafforza le relazioni su cui si fonda il lavoro educativo dell’Alpinismo Giovanile.