le lisce placche della via © IG J. Schild
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I dieci tiri di Komplexe Komplexe © IG J. Schild
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Jonas Schild e Silvan Schüpbach hanno liberato in team Komplexe Komplexe, una via sullo Stockenflueh, nel distretto svizzero di Frutigen-Niedersimmental. La via presenta difficoltà elevatissime, fino all'8a+ in libera, per una arrampicata vecchio stile su placca verticale, povera di appigli, dove equilibrio, capacità di lettura e di tenersi fanno tutta la differenza.
Tra una nuova via e l'altra
Silvan Schüpbach sta attualmente aprendo nuove vie su quelle che lui definisce le "pareti nord dimenticate" delle Alpi. La quinta di queste è stata Zebu sul Klein Fiescherhorn, insieme a Filippo Sala e Olivier Kolly, solo un paio di settimane fa. E se il completissimo biotecnologo e alpinista svizzero è in un momento di grande forma, il suo compagno si era dichiarato invece piuttosto fuori allenamento per un progetto del genere, piuttosto in linea con l'idea di salire vie poco frequentate e di grande impegno. I due si sono avvicinati alla scalata con un mix di sensazioni, non troppo sicuri della riuscita del progetto. Solo dopo avere superato il tiro chiave di 8a+ si sono convinti di essere sulla buona via per la riuscita della libera.
Una piccola variazione
La libera ha preso forma martedì scorso, come ha spiegato Jonas. “La via è un esoterico sogno di placca, chiodato da Raphi. Abbiamo trascorso diversi giorni insieme su questa via nel corso di quest'ultimo inverno. Quando siamo tornati martedì scorso, non mi sarei nemmeno sognato una salita libera vista la mia notevole mancanza di allenamento. Ma Silvan ha suggerito che avremmp dovremmo almeno provare a scalare in libera tutti i tiri più difficili Dato che Silvan aveva già perlustrato un po' meglio l'itinerario, ha condotto da capo cordata i primi quattro tiri senza cadere, e sono riuscito a affinare un po' le mie soluzioni, guardandolo e scalando da secondo. Questo approccio ha funzionato bene per entrambi, poiché abbiamo fatto rapidi progressi ed entrambi abbiamo avuto la possibilità di una salita in libera. Inoltre, entrambi avevamo già scalato da primi su precedenti tentativi e sapevamo che guidare la cordata non fa una differenza mentale significativa, una volta conosciute le sequenze”.
“Abbiamo spezzato il chiave in un 7a più 8a”
La cordata ha scalato la via per quella che era, adeguando le protezioni in un solo punto. “Sul quinto e più difficile tiro (8a+), abbiamo messo un chiodo al centro, in un riposo senza mani, utilizzando un chiodo esistente e un friend, per ridurre il trascinamento della corda in quel lungo tiro. Così facendo abbiamo spezzato il tiro in un 7b e un 8a. Non fa una grande differenza, ma è sicuramente più comodo scalare. Silvan tra l'altro ha superato il tiro al suo primo tentativo e a quel punto sapevo che la libera era in pieno svolgimento. L'ho deluso e ho controllato a fondo il tiro ancora una volta, visto che ancora non avevo assolutamente alcuna soluzione. Ma grazie ai consigli di Silvan, il puzzle è stato risolto rapidamente, e dopo una breve pausa, sono riuscito anch'io a salirlo. Abbiamo poi risolto i successivi due tiri di 7a il più velocemente possibile”.
Missione riuscita
In ordine sparso, Schild e Schüpbach hanno poi risolto tutti i tiri. “Dato che non eravamo del tutto convinti della nostra riuscita, abbiamo saltato i due tiri iniziali di 6c leggermente a sinistra. Ecco perché abbiamo dovuto scalarli dopo la calata in corda doppia. L'oscurità, l'arrampicata con le lampade frontali e la stanchezza che iniziava a farsi sentire hanno trasformato il tutto in una piccola avventura. Dopo, ci siamo finalmente scambiati il ‘cinque"’per la salita e, poco dopo, ci siamo gustati dei meritati hamburger e una birra. Nel complesso, si tratta di una via unica che offre pura arrampicata su placca old-school. Un plauso a Raphi, che ha attrezzato la via dal basso. Chiunque abbia familiarità con questo stile può immaginare quanto sia impegnativo sviluppare una via di questo tipo”.