Il Fleckistock, il Klein Sustenhorn e il Sustenhorn © C. Urs-o - via Wikicommons
Restano critiche le condizioni di Giorgio De Capitani, uno dei due scialpinisti lecchesi travolti da una valanga in Svizzera, nel tardo pomeriggio di sabato, alla vigilia di Pasqua. L’incidente è avvenuto sul Fleckistock (3.416 metri), la vetta più alta degli Uri, lungo il canale Sickinelli.
Tre alpinisti esperti
I tre sono tutti validi sportivi e competenti scialpinisti. Giorgio De Capitani, Niccolò Ratti e Luca Zanette stavano risalendo il canale quando un lastrone di neve si è staccato sopra di loro, travolgendo De Capitani e Ratti. I due sono stati portati verso valle per circa trecento metri, lungo la parete e fuori dal canalone. Zanette, che li precedeva di qualche metro, è riuscito incredibilmente a restare fuori dalla traiettoria della valanga. A quel punto il terzo scialpinista si è messo in sicurezza e ha dato immediatamente l’allarme, indicando ai soccorritori il punto dell’incidente.
Intervento rapidissimo
Le operazioni sono scattate in pochi minuti, con l’intervento della REGA, del soccorso alpino della Svizzera centrale, di un elicottero della Swiss Helicopter e della polizia cantonale. Decisive le indicazioni di Zanette per individuare rapidamente i due compagni sepolti dalla neve. I feriti sono stati recuperati ed elitrasportati d’urgenza in ospedale.
Il quadro clinico
Le loro condizioni sono in continua fase di valutazione, ma è il quadro clinico di Giorgio De Capitani a destare la maggiore apprensione: è in condizioni ritenute molto serie, con prognosi riservata. Niccolò Ratti è ricoverato in condizioni gravi, ma al momento attuale non risulterebbe in pericolo di vita.
Sulle cause del distacco sono in corso accertamenti. I bollettini neve avevano segnalato nella zona investita dalla valanga un rischio forte, di grado 4, a causa di uno sbalzo termico eccezionale, con zero termico altissimo e temperature che anche in alta quota sono arrivate a toccare i 15 gradi.
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