1996 - il gruppo degli allievi al Rifugio Città di Arona (Alpe Veglia)
Il terzo ANAG e famigliari sulla Rocca d’Olgisio (Val Tidone – PC)
Si erano salutati con una promessa piuttosto comune alla fine di un corso: rivedersi. La differenza è che l’hanno mantenuta, ogni anno, per trent’anni. Gli allievi del terzo corso ANAG, concluso nel 1996, si sono ritrovati anche ai primi di ottobre 2026, questa volta tra i castelli e le rocche medievali della val Trebbia e della val Tidone.
Allora erano in diciassette e stavano completando il percorso per ottenere la qualifica di Accompagnatore Nazionale di Alpinismo Giovanile. La formazione li aveva portati sulle Grigne, all’Alpe Veglia e nei boschi della Val d’Aveto. Giornate trascorse a camminare, arrampicare e studiare, con i ricordi del rifugio Città di Arona rimasti ben impressi nella memoria del gruppo.
Ogni anno, a turno
Il meccanismo del ritrovo è semplice: a turno, uno degli ex allievi organizza l’appuntamento sulle proprie montagne, cercando di permettere al maggior numero possibile di compagni di partecipare. Così una promessa fatta alla fine della formazione è diventata un impegno fisso nel calendario.
Per il trentennale, le mete sono state meno impegnative sul piano alpinistico rispetto alle cime di allora. A guidare la scelta sono stati i castelli e le rocche tra le due valli, da scoprire con quella curiosità che gli accompagnatori riconoscono come un’eredità del lavoro con i ragazzi.
Dal corso, trent’anni di impegno nel CAI
Le vite dei diciassette allievi hanno preso direzioni diverse, dentro e fuori dall’associazione. Molti hanno dedicato una parte importante del proprio tempo al CAI e all’Alpinismo Giovanile, assumendo incarichi nelle strutture tecniche nazionali e regionali dell’AG e nei consigli del sodalizio, a livello nazionale e locale.
Alcuni sono tuttora attivi come ANAG nei corsi e nelle uscite con i ragazzi; altri si occupano soprattutto di organizzazione, altri ancora hanno lasciato gli incarichi operativi. Quando si ritrovano, però, riemerge l’intesa nata durante la formazione, alimentata dalle esperienze vissute in montagna e dal comune impegno educativo.
Con il passare degli anni occorre fare i conti anche con le assenze imposte dall’età. Per chi riesce a esserci, la prima domenica di ottobre resta il momento dei sorrisi, degli abbracci e dei racconti. Il prossimo appuntamento è già nel saluto: “Arrivederci al 31° anniversario”.