Ticino, installata una barriera record per salvare la testuggine palustre europea

A Cerano (Novara) è stata installata la più lunga barriera d’Italia, 800 metri, per proteggere la testuggine palustre europea nel bacino del Ticino, specie oggi quasi minacciata. Dalla prossima primavera inizierà la reintroduzione di giovani esemplari per favorire il ripristino dell’equilibrio ecologico dell’area.

Nel bacino del Ticino prende forma uno degli interventi di tutela faunistica più rilevanti degli ultimi anni. A Cerano, in provincia di Novara, è stata installata la più lunga barriera mai realizzata in Italia per proteggere la testuggine palustre europea, specie simbolo degli ambienti umidi e oggi sempre più rara.

L’operazione è stata realizzata dalla Società Cooperativa Eleade insieme al Parco del Ticino e Lago Maggiore, nell’ambito del progetto ECO4TICINO, inserito nel programma Iniziativa Ticino. Un intervento considerato necessario, dal momento che la testuggine palustre europea è classificata come quasi minacciata nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) in Italia.

Nel tratto piemontese del fiume Ticino le popolazioni residue della specie sono oggi fortemente ridotte, messe sotto pressione dalla scomparsa degli habitat umidi e dalla competizione con specie aliene invasive, come la tartaruga americana Trachemys scripta. Proprio per contrastare questo declino, i tecnici del progetto hanno individuato sull’isola Mandelli, nel territorio comunale di Cerano, un’area particolarmente favorevole: una grande zona umida circondata da spazi aperti e ben esposti al sole, ideali per la nidificazione. Un aspetto importante, spiegano gli esperti, perché il sesso dei nuovi nati dipende dalla temperatura di incubazione delle uova. Le femmine, indispensabili per la stabilità futura della popolazione, nascono infatti in ambienti caldi e soleggiati.

 

Ottocento metri di protezione

Per mettere in sicurezza l’area, nell’autunno scorso sono stati posati circa 800 metri di barriera, alta 70 centimetri e interrata per una decina, destinata a rimanere in funzione per tre o quattro anni. La struttura ha una funzione multipla: consentire agli esemplari reintrodotti di ambientarsi senza rischi, impedire il ritorno delle specie invasive dopo la loro rimozione e proteggere le opere di ripristino dai danni causati dalla nutria.

A partire dalla prossima primavera, verranno rilasciati ogni anno circa trenta giovani esemplari allevati presso il Centro Emys Piemonte. Le testuggini, cresciute fino ai due o tre anni di età, avranno così maggiori probabilità di superare le fasi più delicate della vita, quando il rischio di predazione è più elevato.