Titus Prinoth, prima ripetizione della via dedicata al "Feo" sul Sassopiatto

Il dolomitista gardenese ha realizzato una coraggiosa salita invernale in solitaria sulla '10 ani do', linea aperta da Rabanser e Comploi su Punta Maffei nel 1994. "Difficile pensare che nessuno l'abbia mai voluta salire, ma è in un ambiente isolato ed è una autentica avventura"
Titus sale la via in autosicura © IG Titus Prinoth

 

Bellissima e coraggiosa ripetizione di Titus Prinoth, che lo scorso mese ha salito la via 10 ani do, sulla Punta Maffei al Sassopiatto, nel gruppo del Sassolungo. Per il fortissimo dolomitista gardenese si tratta allo stesso tempo della prima ripetizione della via aperta da Stefan Comploi e Ivo Rabanser nel 1994. Ovviamente, avendola salita in inverno e da solo, vale anche la prima solitaria invernale e – udite udite- è stata salita anche in libera, autoassicurato, a vista. Insomma, Titus ha spazzolato il piatto. 

Una via speciale

"Ho attribuito il grado di VII+/VIII- alla libera. Con solo 9 chiodi per la sosta e 2 intermedi rimasti al loro posto, l'itinerario rimane un'avventura impegnativa e autentica”. T. Prinoth

L'itinerario è di valore storico: nel 1994 è stato aperto da Ivo Rabanser e Stefano Comploi e dedicato alla indimenticata figura di Graziano Feo Maffei, esempio di eleganza in arrampicata e cuore nobile. Prinoth ha salito la via nei giorni del 25 e 26 febbraio, bivaccando in parete. La soddisfazione del gardenese è grande, anche se manifestata con la consueta misura e modestia. “Forse la più bella e intensa avventura del mio inverno: una ascesa in solitaria di 10 anni do (10 anni dopo) su Punta Maffei. Difficile credere che una gemma nascosta come questa sia passata 32 anni senza ripetizione, ma è proprio questo isolamento che la caratterizza. Il percorso si trova in uno degli angoli più selvaggi del gruppo del Sassolungo. È stato un onore completare la prima ripetizione invernale su un picco dedicato al ‘Feo’ Graziano Maffei (1939-1994), specialmente su una linea che richiede un'etica così rigorosa e pura. Asceso per la prima volta da Ivo Rabanser e Stefan Comploi nel 1994, l'itinerario era originariamente classificato VII/A1. Mentre valutare l'arrampicata invernale è sempre un esercizio soggettivo, ho attribuito il grado di VII+/VIII- alla libera.
Con solo 9 chiodi per la sosta e 2 intermedi rimasti al loro posto, rispetto ai 34 originaramente utilizzati durante la prima ascesa, il percorso rimane un'avventura impegnativa e autentica”. Il video in fondo alla pagina rende bene l'idea dell'impegno richiesto.


Il ricordo di Rabanser

Ivo, da noi contattato, torna con la mente ai giorni dell'apertura. “È una delle vie più belle che ho fatto, ero stupito del fatto che nessuno fosse mai andato a ripeterla. Quando l'abbiamo aperta la parete era vergine, quindi abbiamo potuto salire la linea più logica, che corre proprio al centro”.

L'ambiente remoto ha reso più difficoltoso il “corteggiamento” alla via, ma non è stato un problema per Prinoth, che anzi ama le situazioni più avventurose. E per non farsi mancare niente, come al solito non ha portato con sé il pianta-spit. 

 

"La via è dedicata a Graziano Maffei. Ci piaceva il suo stile e lo spirito con cui apriva le vie". I. Rabanser

 

Rabanser non aveva comunque dubbi sul proprio ex allievo. “Era il migliore del corso, è molto determinato. La via sale una serie di fessure su roccia molto bella, solida, le difficoltà sono omogenee. Ma devi saperti proteggere e avere occhio. Noi avevamo fatto un paio di passaggi in A1 con le staffe. La via è dedicata a Graziano Maffei perché noi avevamo ripetuto diverse sue vie. Ci piaceva il suo stile e lo spirito con cui apriva le vie. Erano vie fatte con gusto e non solo per superare delle difficoltà. E anche questa ha tutti i crismi della classicità. E visto che ogni genitore vede belli i propri figli, mi fa piacere che a Titus sia piaciuta molto”.