Torres del Paine, Caldwell e Vanhee tentano la salita in libera in meno di 24 ore

Tommy Caldwell e Siebe Vanhee tornano alle Torri del Paine con l’obiettivo di completare in libera la salita della Torre Centrlae, in meno di 24 ore.
Tommy Caldwell e Siebe Vanhee ai piedi delle Torri del Paine. Foto Instagram Tommy Caldwell

Caldwell e Siebe Vanhee hanno avviato un nuovo ambizioso tentativo sulle Torri del Paine: scalare in libera una big wall di 1200 metri in una sola giornata. Un obiettivo che, se raggiunto, segnerebbe un risultato di rilievo per l'alpinismo patagonico moderno.

I due alpinisti conoscono bene la montagna. La prima salita della via sulla parete est della Torre Centrale, la cosiddetta South African Route, aveva richiesto loro 19 giorni; la seconda, 18. Ora l’idea è radicalmente diversa: ridurre tutto a una spinta continua entro le 24 ore, sfruttando una rara finestra di bel tempo patagonico.

L’occasione si è presentata mercoledì 28 gennaio, quando le previsioni indicavano condizioni relativamente stabili. Caldwell sarebbe dovuto arrivare il 26, con il tempo necessario per preparare il materiale e affrontare l’avvicinamento. Ma, “il volo di Tommy è stato ritardato ed è arrivato un giorno dopo, il che ha significato fare le cinque ore di avvicinamento con il cielo sereno sopra di noi, proprio nel pieno della finestra meteo"  raccontano i due. "Per fortuna Tommy è un padre ed è estremamente motivato quando si trova in montagna, il che vuol dire… niente tempo da perdere!”

È stato proprio Caldwell a proporre una soluzione fuori dagli schemi: partire a scalare la sera stessa e proseguire durante la notte. “Se volevamo raggiungere la cima prima che il vento aumentasse e le nuvole entrassero, questa era la nostra unica possibilità”.  Una scelta rischiosa, ma probabilmente l’unica possibile per anticipare l’arrivo dei venti forti e delle nuvole.

La partenza dalla base della via è avvenuta alle 18. Per Caldwell si è trattato di un vero “battesimo patagonico”: difficoltà nell’individuare la linea corretta, roccia fragile e tratti bagnati hanno accompagnato le prime ore di salita. Dopo circa dieci ore di arrampicata continua e una sosta di un’ora e mezza su una cengia, i due hanno raggiunto le cascate del tiro 14, uno dei punti chiave della via.

Purtroppo il tentativo non si è concluso con la vetta, ma ha rappresentato una fondamentale ricognizione. Scalare di notte in un ambiente così remoto e severo ha permesso di testare ritmo, materiali e strategia. L’obiettivo dichiarato resta invariato: raggiungere in circa sei ore il punto massimo già toccato in passato e completare la salita della Torre Centrale in meno di 24 ore. “Che esperienza incredibile arrampicare per tutta la notte in un luogo così selvaggio. La libera non era per quel giorno, ma è stata senza dubbio un’ottima missione di ricognizione”.