Tre Cime: il Rifugio Locatelli si prepara a un grande intervento strutturale

Via libera al progetto di ammodernamento che prevede la realizzazione di una nuova rete fognaria e di infrastrutture per la rete elettrica e per la connessione in fibra ottica.

Il Rifugio Locatelli - Innerkofler, situato a 2.405 metri di quota, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, nelle Dolomiti di Sesto, si prepara a un importante intervento strutturale. La Giunta provinciale di Bolzano ha recentemente dato il via libera a un piano di ammodernamento, finalizzato a migliorare i servizi essenziali offerti dalla struttura, assicurando al contempo il rispetto di un ambiente di eccezionale pregio. 

 

Un presidio storico ai piedi delle Tre Cime

Per comprendere l'importanza di questo intervento, occorre fare un passo indietro nella storia del rifugio, una storia fatta di distruzione e rinascita. 

La struttura originale fu costruita dal Deutscher und Österreichischer Alpenverein nel 1882 e successivamente distrutta durante la Prima Guerra Mondiale, periodo storico che vide le vette dolomitiche diventare teatro di conflitto. 

Il rifugio fu ricostruito nel 1922 dalla sezione Alta Pusteria del Club Alpino Sudtirolese, quindi espropriato l’anno successivo per essere dato in gestione al CAI Bolzano. Fu infine inaugurato ufficialmente nel 1937, su iniziativa delle sezioni proprietarie di Bolzano e Padova del Club Alpino Italiano. 

La struttura è oggi intitolata a due figure: il pilota e accademico Antonio Locatelli e la guida alpina Sepp Innerkofler, gestore del primo Dreizinnenhütte, caduto sul vicino Monte Paterno. 

Affacciato sulla leggendaria parete nord delle Tre Cime di Lavaredo, il rifugio rappresenta il principale punto di riferimento e ristoro per le migliaia di escursionisti che ogni anno visitano l’area, riconosciuta come Patrimonio Mondiale UNESCO.

 

Il progetto di ammodernamento: efficienza a impatto minimo

L’intervento approvato dalla Giunta, su proposta dell’assessore alle Opere pubbliche, Valorizzazione del patrimonio, Libro fondiario e Catasto, Christian Bianchi, prevede un investimento complessivo di 3.957.000 euro. La sfida principale risiede nella logistica e nel rispetto ambientale. 

La strategia scelta è quella dell'intervento unitario. Invece di procedere con cantieri separati nel tempo, la Provincia ha optato per la posa coordinata di tre infrastrutture vitali lungo un unico tracciato di circa 4.800 metri: una nuova rete fognaria, fondamentale per la gestione degli scarichi in un ambiente carsico; una rete elettrica che possa garantire energia stabile e sicura; la fibra ottica, per portare la connettività veloce anche in quota, utile sia per la gestione del rifugio che per la sicurezza dei soccorsi.

Come sottolineato dall'assessore Bianchi: “La realizzazione coordinata delle opere lungo un unico tracciato permette di ridurre l’impatto ambientale, ottimizzare le risorse e migliorare in modo significativo la funzionalità del rifugio, a beneficio sia dei gestori sia dei moltissimi visitatori che ogni anno frequentano l’area”.

Il Parco naturale Tre Cime registra annualmente un crescendo nel numero di visitatori, con una media di oltre 160.000 annui e picchi di 2.000 presenze giornaliere nei periodi a maggiore afflusso. In questo scenario, l'adeguamento delle infrastrutture non risulta più una scelta, ma una necessità non rimandabile.

L'obiettivo dichiarato dalla Provincia è garantire servizi "moderni, sicuri e sostenibili". L'aumento del flusso turistico richiede infatti una capacità di gestione dei rifiuti e dei reflui superiore a quella del passato. Intervenire oggi significa prevenire l’inquinamento futuro di suolo e falde acquifere. 

Particolare attenzione è stata rivolta anche alla fruibilità dei sentieri durante i lavori. Il progetto prevede l'uso di macchine escavatrici convenzionali che permetteranno, salvo imprevisti, di mantenere aperto il collegamento tra il Rifugio Fondovalle e il Locatelli, garantendo la continuità delle escursioni anche durante la fase di cantiere.

La complessità dell'opera ha richiesto una stretta cooperazione tra enti pubblici e privati. I lavori saranno eseguiti tramite una convenzione che vede coinvolti la Provincia di Bolzano, Edyna Srl (per la parte energetica), il Comune di Sesto Pusteria e il Club Alpino Italiano (CAI) – sezione di Padova, proprietaria della struttura.

Un investimento che guarda dunque al futuro, volto a coniugare l'accoglienza di un numero crescente di turisti in alta quota con la tutela di un ecosistema estremamente fragile.