Un frame da BLINDFOLDEDLa montagna è un mondo meraviglioso. Una prima e rapida lettura di tale affermazione comporta l’avvio nella nostra mente di un carosello di immagini, raccolte attraverso i nostri occhi o attraverso scatti altrui, che raccontano di vette che sfiorano il cielo, di ambienti variegati e di intrecci tra luoghi e culture.
Siamo portati d’istinto a pensare alla montagna come al regno del visibile. Eppure, a pensarci bene, esiste una dimensione dell'alta quota libera che va oltre il senso della vista. Una montagna che si ascolta, si tocca, si percepisce nonostante l’oscurità. La montagna è un mondo meraviglioso, in grado di regalare emozioni attraverso tutti i nostri sensi. L'appuntamento di questa settimana con la nostra rubrica cinematografica invita a sentire la montagna a occhi chiusi.
Attraverso tre pellicole intense e profondamente diverse, ci immergiamo in un’esperienza sensoriale che prende il via tra le Dolomiti di Brenta, con Blindfolded. È la storia di una camminata nel vuoto, realizzata a occhi bendati su una fettuccia lunga 430 metri. Una sfida in cui l’equilibrio non è più una questione di vista, ma di pura connessione interiore con l’ambiente.
Caveman – Il gigante nascosto ci conduce invece nel ventre buio della terra, nell'oscurità delle Alpi Apuane, dove il marmo diventa materia da plasmare attraverso le mani di un artista che ha scelto il silenzio degli abissi per realizzare un'opera d'arte invisibile all'uomo. Per 30 anni lo scultore Filippo Dobrilla ha scelto di calarsi a 650 metri di profondità, per dare luce, laddove il sole non arriva, a un gigante di roccia dormiente. Un prodotto artistico che nasce nel buio, in un ambiente lontano dagli occhi dell'umanità e dai suoi condizionamenti.
Il viaggio si conclude con Shared Vision tra i pinnacoli rocciosi della Scozia, formazioni rocciose che sorgono dalle acque gelide e agitate dell'Atlantico. Una pellicola che racconta il viaggio oltre il visibile di Red Széll, atleta non vedente che, lungi dal considerare la cecità come un limite, si cimenta in un’avventura che unisce mare e montagna, tra mountain bike, nuoto e arrampicata.
Tre storie di uomini che hanno trovato nella privazione della vista, o nell’isolamento dell’oscurità, una libertà più profonda.
BLINDFOLDED
di Caterina Cozzio
Autunno inoltrato. Il giovane Carlo, aiutato dai suoi amici, vuole realizzare la sua impresa: camminare bendato per 430 metri sospeso sul vuoto su una highline, una fettuccia ancorata tra due montagne, in uno dei posti più scenici delle Dolomiti di Brenta. Cosa lo spinge a tentare questa impresa?
CAVEMAN - IL GIGANTE NASCOSTO
di Tommaso Landucci
In una grotta delle Alpi Apuane, 650 metri sottoterra, si trova l’opera d’arte più profonda al mondo. È un colosso di marmo, un gigante nudo addormentato al quale lo scultore Filippo Dobrilla ha continuato a lavorare per più di 30 anni in assoluta solitudine nell’oscurità della caverna. Ma cosa spinge un artista a calarsi in uno degli abissi più profondi d’Europa per realizzare la sua opera più ambiziosa, ma inaccessibile agli occhi degli uomini? È questa la domanda alla quale CAVEMAN cerca una risposta, muovendosi fra le passioni giovanili di Filippo, il suo desiderio di isolamento, la sua idea di un’arte pura, senza compromessi. Immergersi nell’oscurità della grotta significa per Filippo rifugiarsi in un luogo dove può sentirsi libero, distante dai pregiudizi e dai condizionamenti della società.
SHARED VISION
di Keith Partridge
Red Széll ha sempre avuto un’indole avventurosa. Dopo la conquista gli iconici Old Man of Hoy e Old Man of Stoer, rimane solo l’Am Buachaille per completare la trilogia dei pinnacoli marittimi scozzesi. Raggiungere la partenza della scalata richiede una sorta di triathlon: mountain bike, arrampicata lungo falesie e una nuotata in piena mareggiata. Poi ha solo quattro ore per arrivare in cima e scendere, prima che l’oceano si scateni. Red è cieco, la sua storia è un viaggio che va oltre il visibile.