Un frame da BONINGTON MOUNTAINEEREsiste un’epoca dell’alpinismo che oggi appare quasi mitologica, sospesa in un tempo in cui la verticalità non era una performance da condividere in tempo reale. Un alpinismo in cui l’attrezzatura si misurava in chili di ferro e lana cotta, non in grammi di carbonio e tessuti hi-tech. Un alpinismo senza dirette, in cui il successo di una spedizione o il peso di una tragedia non viaggiavano alla velocità dei segnali satellitari, ma rientravano a casa settimane o mesi dopo, attraverso le pagine sgualcite di un diario o lle parole di chi era riuscito a tornare.
In questa puntata della nostra rubrica cinematografica settimanale, vi accompagniamo alla scoperta (o riscoperta) di tre figure divenute leggendarie nell'alpinismo del Novecento.
Il nostro percorso inizia con Bonington Mountaineer, un viaggio profondo nell’anima di Sir Chris Bonington, leggenda vivente dell’alpinismo britannico. Dalle prime iconiche scalate sull'Eiger e sul Monte Bianco fino alle spedizioni visionarie in Himalaya, il film non celebra solo le vette, come l'Annapurna II o il Nuptse, ma esplora il costo umano dell'avventura tra amicizia, amore, rischio costante e il dolore del lutto.
Secondo protagonista del giorno è il compianto Jerzy Kukuczka, la cui storia è raccontata in Jurek. Jerzy fu l'uomo che contese a Messner il primato dei quattordici ottomila, scalandoli quasi tutti per vie nuove o in invernale. Attraverso preziosi materiali d'archivio della televisione polacca e filmati privati, il documentario ricostruisce la vita di un alpinista capace di imprese eccezionali, realizzate con mezzi allora precari, fino all'ultima tragica sfida sulla parete Sud del Lhotse nel 1989.
Infine, La traccia di Toni ci porta a scoprire la scelta radicale di Antonio Gobbi. Laureato in legge e destinato a una carriera nell'alta borghesia vicentina, Gobbi decise di seguire il richiamo di Courmayeur, diventando una delle guide alpine più influenti d'Italia. Il film ripercorre la sua determinazione nel segnare vie nuove sulle Alpi e nel mondo, lasciando dietro di sé un'eredità professionale e umana impareggiabile.
BONINGTON MOUNTAINEER
di Brian Hall e Keith Partridge
Storie di amicizia, amore, rischio e lutto attraversano in profondità l’intimo viaggio del sogno di un uomo. L’impulso per l’esplorazione risuona nella prima salita britannica della parete nord dell’Eiger, nelle nuove vie sul Monte Bianco, nell’ascesa di “The Old Man of Hoy” e sulle vette vergini di Annapurna 2, Nuptse e la Torre Centrale di Paine. Il film ripercorre la vita di uno degli alpinisti più celebri, Sir Chris Bonington: dalle arrampicate su roccia nel Regno Unito fino alle ascensioni visionarie sulle vette dell’Himalaya.
JUREK
di Paweł Wysoczański
Jerzy Kukuczka è stato uno dei più forti scalatori della storia dell’alpinismo. Ha scalato gli Ottomila per ben diciassette volte, aprendo vie nuove, a volte anche in inverno. La sua diciottesima spedizione è stata l’ultima: ha infatti trovato la morte sulla parete Sud del Lhotse nell’ottobre 1989. Il film è una biografia costruita montando rari materiali rintracciabili negli archivi delle televisione polacca oppure presso privati.
LA TRACCIA DI TONI - TONI GOBBI DA CITTADINO A GUIDA ALPINA
di Antonio Bocola
Il film racconta la vita di Antonio Gobbi, detto Toni (1914-1970), famoso alpinista e guida alpina italiana. Cresciuto a Vicenza in una famiglia dell’alta borghesia, dopo la laurea in legge nel 1940 Toni decide di cambiare vita. Si trasferisce a Courmayeur e contribuisce ad importanti imprese alpinistiche sulle alpi e nel mondo. La storia di un uomo che ha seguito la sua passione con determinazione, lasciandosi dietro una traccia che, a distanza di oltre 50 anni, sopravvive alla prova del tempo.