Un gesto d’amore per la Grignetta: i Ragni ripristinano la porta del Bivacco Ferrario

Nonostante neve e freddo, un gruppo di amici guidato dal Ragno di Lecco Silvano Arrigoni è salito a 2184 metri per riparare la porta del Bivacco Ferrario. Un intervento concreto che richiama al rispetto e alla cura dei bivacchi.

Nonostante neve e freddo pungente, un gruppo di amici, capitanato dal Ragno di Lecco Silvano Arrigoni ha compiuto un gesto significativo di manutenzione sulla cima della Grigna Meridionale: la porta del Bivacco Ferrario è stata riparata, restituendo a questa storica struttura la sua piena funzionalità.

Situato a 2184 metri di quota sulla cima della Grignetta, il Bivacco Ferrario - noto anche come “l’igloo” per la sua forma ottagonale in alluminio - è un rifugio d’emergenza sempre aperto, punto di riferimento per escursionisti e alpinisti che si trovano in difficoltà o che necessitano di un riparo nelle condizioni meteo più avverse.

Il bivacco ha una storia importante: fu realizzato nel 1968 su progetto dell’architetto Mario Cereghini e trasportato in cima dopo difficili operazioni logistiche, che videro anche un primo tentativo fallito con elicottero a causa del vento. Alla fine, i pezzi furono portati in quota e assemblati manualmente. Intitolato alla memoria dell’alpinista Bruno Ferrario, scomparso con l’amico Arnaldo Tizzoni sul pizzo Cassandra, fu realizzato per volere della vedova dell'alpinista e inizialmente doveva essere una cappella in memoria, poi convertita in ricovero. Da ormai molti anni il bivacco è gestito e mantenuto, a titolo volontario, dagli alpinisti dei Ragni della Grignetta e dal CAI Sezione di Lecco.

Prendersi cura del bivacco, raccontano i Ragni sui loro canali social, è più di un semplice “lavoro in quota. ”Amare la montagna significa avere cura e rispetto non solo della natura, ma di ogni nostro intervento per tutelarla ed aiutare a viverla al meglio, dai sentieri ai rifugi, dai cartelli indicatori ai bivacchi". L’iniziativa è stata colta come occasione per ricordare a chi frequenta la montagna alcune regole di buon senso: “si invita ad aprirlo ed utilizzarlo solo per necessità, entrandovi senza ramponi/ramponcini ai piedi, lasciandolo più pulito ed ordinato di come lo si è trovato e chiudendo bene la porta”. Queste indicazioni non sono soltanto buone pratiche: sono regole che contribuiscono alla sicurezza e alla conservazione di un bene collettivo, soprattutto in un luogo fragile come la montagna.