La capretta tratta in salvo © Soccorso Alpino e Speleologico
Il puledrino soccorso © FB Vigili del Fuoco di Rapallo
Il soccorso del puledrino © FB Vigili del Fuoco di Rapallo
Il puledrino soccorso © FB Vigili del Fuoco di Rapallo
In queste settimane in cui la montagna ha consegnato cronache dure, purtroppo spesso segnate da tragedie, da Rapallo arriva la notizia di un soccorso che strappa un sorriso e aiuta ad alleggerire la tensiomne. Nel tardo pomeriggio di martedì, i Vigili del Fuoco della compagnia locale hanno tratto in salvo un puledro selvatico che era caduto in un groviglio di rovi in località Cornua, sulle alture tra Rapallo e Sori, in provincia di Genova.
Un soccorso non semplice
Per raggiungerlo, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Rapallo si sono assicurati e poi calati con delle corde in una zona particolarmente scoscesa. Una volta accanto al puledro, di appena una settimana di vita, i soccorritori gli hanno immobilizzato le zampe con delle funi e gli hanno coperto gli occhi e il muso per tranquillizzarlo durante le operazioni di recupero. Una pratica comune durante i salvataggi di animali selvatici, particolarmente sensibili agli stimoli e impauriti da questo tipo di eventi.
Operazione di successo
Dopo aver districato il piccolo cavallo dai rovi, i soccorritori lo hanno riportato su strada e hanno iniziato a cercare la mandria che, nel frattempo, si era allontanata. Il puledro è stato quindi visitato da un veterinario e affidato a un maneggio dove è attualmente accudito. Nel frattempo, una pagina gestita da appartenenti ai Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Genova ha riferito che si è interessata al caso del piccolo cavallo anche l’ASL, l’Azienda
sanitaria locale, che sta decidendo come procedere.
La capretta bloccata e salvata dal Soccorso Alpino e Speleologico
Questo soccorso fa tornare in mente le immagini della capretta bloccata e tratta in salvo lo scorso giugno dal Soccorso Alpino e Speleologico sul Monte Roen, in Alto Adige. Anche in quel caso, la soccorritrice si era caricata sulle spalle il piccolo animale bloccato da giorni su una spiaggetta sassosa, col rischio che cadesse da un momento all’altro nel corso del fiume. Per risalire le pareti della forra, aiutata da un paranco azionato da altri tecnici, aveva tranquillizzato la capretta, sistemandola nello zaino e portandola infine al sicuro.
Mai avvicinare i selvatici
Anche in questo caso, come per il puledro, vale la pena ricordare che le operazioni sono state svolte da personale altamente qualificato, in grado di risolvere una situazione non semplice, ma soprattutto capaci di operare senza mettere in pericolo in prima istanza loro stessi. Si sconsiglia assolutamente ai normali escursionisti di improvvisarsi soccorritori. Il rischio è per primo quello di ritrovarsi in difficoltà, ma, anche quando non ci fossero condizioni ambientali difficili - per esempio nel caso dei piccoli di capriolo- anche di rendere l'animale soccorso “sospetto”. Le madri infatti potrebbero spaventarsi nel sentire l'odore degli umani addosso al piccolo e non accoglierlo più.