Valle di Rhêmes: confermato l’inizio della cova dei gipeti. Un segnale di speranza per la specie

Nel Parco Nazionale del Gran Paradiso è iniziata la cova della coppia di gipeti della Valle di Rhêmes, specie simbolo tornata sulle Alpi dopo decenni di assenza. Un segnale importante di successo per la conservazione e per la salute degli ecosistemi alpini.
Gipeto © Facebook Parco Nazionale Gran Paradiso

I guardaparco del Parco Nazionale del Gran Paradiso hanno confermato pochi gioni fa l’inizio della cova nel nido occupato dalla coppia di gipeti (Gypaetus barbatus) che vive stabilmente nella Valle di Rhêmes. Si tratta di un momento molto importante per la stagione riproduttiva di una specie simbolo dell’ecosistema alpino, la cui presenza in natura era scomparsa per decenni e che oggi rappresenta uno dei casi più significativi di conservazione faunistica nel nostro arco alpino.

La conferma dell’avvio della cova arriva grazie al costante monitoraggio del Corpo di Sorveglianza del Parco, impegnato sul territorio anche in condizioni meteorologiche avverse e con temperature sottozero. Questo lavoro di controllo permette di seguire con attenzione e senza interferenze le fasi più delicate della riproduzione, a tutela della coppia e dell’equilibrio naturale dell’area protetta.

Il ritorno del gipeto sulle Alpi è il risultato di decenni di impegno per la conservazione. Estinto nella catena alpina tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo a causa di persecuzione diretta e perdita di habitat, il gipeto è stato reintrodotto grazie a programmi internazionali di ripopolamento iniziati negli anni Ottanta e proseguiti con progetti LIFE e collaborazioni transfrontaliere.

In Valle d’Aosta in particolare, la Valle di Rhêmes rappresenta da anni uno dei siti più monitorati: la coppia stabile che qui ha scelto di nidificare utilizza lo stesso sito da diversi anni, evidenziando la qualità e la tranquillità dell’habitat. I ricercatori sottolineano che i gipeti tendono a riutilizzare gli stessi nidi stagionalmente, spesso costruiti su ripide pareti rocciose che offrono sicurezza naturale agli adulti e agli embrioni.

Nonostante i progressi, il gipeto rimane una specie vulnerabile in Europa, con popolazioni globali ancora limitate e sensibili a perturbazioni ambientali e antropiche. La specie è inclusa nell’Allegato I della Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e beneficia di protezioni in vari Paesi per prevenire rischi legati a disturbo, avvelenamento e collisioni con infrastrutture. In risposta, il Parco ha ribadito l’importanza di rispettare le aree di protezione e i divieti di accesso in prossimità dei siti di nidificazione, soprattutto durante il periodo riproduttivo, per non compromettere il successo della cova. Analoghe misure sono adottate in altri territori alpini, come in Valle di Cogne, dove sono stati istituiti divieti di sorvoli e arrampicate attorno ai nidi dei gipeti.