Piazza di Viganella - Foto 3Pappa3 - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Lo specchio di Viganella - Foto Francoerbi - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Viganella - Foto Francoerbi - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Viganella dall'alto - Foto Somnabot - Wikimedia Commons, Public DomainL’inverno è la stagione in cui molteplici località, poste nelle vicinanze del Circolo Polare Artico, vivono l'esperienza della notte polare. Un periodo sospeso, in cui il sole non riesce a superare la linea dell'orizzonte e le giornate si susseguono in un continuo crepuscolo bluastro, per poi terminare finalmente con il ritorno della primavera e dei primi raggi di sole.
Eppure, nel cuore delle Alpi Pennine, esiste un borgo che per lungo tempo ha vissuto una condizione simile, pur trovandosi a latitudini ben diverse: Viganella, frazione di Borgomezzavalle, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
Adagiato a mezza costa nella porzione più stretta della Valle Antrona, il borgo di Viganella si è ritrovato a lungo ad affrontare inverni senza sole, a causa della morfologia del territorio. Dall’11 novembre al 2 febbraio di ogni anno, per 83 giorni, le montagne circostanti creano una barriera insormontabile per la luce, che non riesce pertanto a raggiungere il centro abitato, posizionato a una quota media di circa 580 metri, lasciando nella penombra i suoi abitanti.
Uno specchio per portare il sole tra i monti
Per riportare la luce nei rigidi e bui inverni di Viganella, è intervenuto l’ingegno umano. Nel 2006 il paese è diventato il primo al mondo a modificare scientificamente il proprio microclima. A 1.100 metri di quota, in un punto raggiunto dalla luce solare anche nei mesi invernali, è stato installato uno specchio d’acciaio translucido di 40 metri quadrati.
Controllato da un software in grado di regolarne l'inclinazione in tempo reale, lo specchio è stato in grado per anni di seguire il movimento del sole e rifletterne i raggi direttamente sulla piazza e sulla Chiesa di Santa Maria Nascente, regalando sei ore di luce artificiale al giorno alla popolazione. Un progetto avveniristico, per la cui realizzazione si è dovuto tenere conto di una serie di fattori legati all’ambiente montano, quali l’azione del vento e delle scariche atmosferiche.
Questa soluzione, che richiama i leggendari specchi ustori di Archimede, ha trasformato il borgo in un caso internazionale. Ma se l'illustre matematico, pioniere dell'ottica solare, aveva ideato specchi capaci di concentrare i raggi solari per incendiare le navi nemiche e difendere la città di Siracusa, a Viganella la tecnologia è stata messa al servizio della vita, per creare luce e socialità.
Grazie a questa ingegnosa applicazione, il paese ha attirato l'attenzione di testate mondiali come CNN, BBC e Al Jazeera. Tuttavia, nel 2024, il meccanismo dello specchio solare si è danneggiato, lasciando nuovamente il paese nella penombra proprio durante i mesi più freddi.
Il ritorno della luce a Viganella
Nelle scorse settimane ha iniziato a circolare una notizia che, letteralmente, riporta la luce su Viganella. Plenitude, società energetica del gruppo Eni, ha infatti deciso di contribuire ai lavori di ripristino che il Comune di Borgomezzavalle effettuerà quest’anno per rimettere in funzione lo storico specchio.
Come sottolineato dalla società, “coerentemente con il suo impegno di Società Benefit” si è scelto di “contribuire ai lavori di ripristino dello specchio, realizzati dal Comune di Borgomezzavalle, per favorire la piena fruibilità della piazza di Viganella e, con essa, i momenti di socialità per gli abitanti.”
Un messaggio che evidenzia quanto la luce non rappresenti per il paese un elemento puramente fisico ma un fattore essenziale per far vivere il centro del borgo e permettere alla comunità di restare tale. “Una luce che aggrega e permette al borgo di restare comunità”.
Per celebrare questo impegno, nel novembre 2025 è stata installata nella piazza del paese una grande sfera luminosa, metafora di un’energia che diventa valore condiviso. Come si legge sul portale Eni Plenitude: “Quella di Viganella è una storia di luce persa, poi ritrovata, di un’idea ancestrale e di una tecnologia contemporanea. Una storia di sole, che prima non c’era e ora c’è”.