@IG Xavier Cailhol
In scalata sul Fer à Cheval @IG Xavier Cailhol
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sulla via dei Tubulaires @IG Xavier Cailhol
sulla via dei Tubulaires @IG Xavier Cailhol
Pochi giorni fa abbiamo pubblicato la notizia di una nuova apertura su ghiaccio sulla prima balconata dell'anfiteatro del Fer à Cheval, sul massiccio del Giffre, in Alta Savoia. Xavier Cailhol, che ha tracciato la via insieme a Nicolas Beauquis e Corentin Gonzalez, ci racconta l'avventura vissuta insieme ai suoi due amici e del particolare che sta vivendo l'alpinismo francese tra i giovani.
Quali sono i tuoi trascorsi alpinistici e sportivi?
Vivo ad Albertville, in Savoia, mi ci sono trasferito una decina di anni fa. Non vengo dall'alta montagna e quando ho iniziato, mi dedicavo soprattutto a mountain bike e sci. Con l'arrampicata ho cominciato intorno ai 15 anni, poi ho fatto molto ice climbing. Sono stato nel team nazionale francese per quattro anni. È stata una esperienza molto formativa.
Consideri l'arrampicata su ghiaccio una tua dimensione naturale?
Sì, ho fatto anche molto dry tooling e quando ti dedichi a qualcosa da giovane [Xavier ha comunque solo 30 anni, ndr], lo interiorizzi in una misura diversa.
L'apertura di Héritage éphémère è stata una esperienza estrema?
Per quanto ci riguarda sì. Non abbiamo assegnato un grado perché forse tecnicamente la via non avrebbe avuto una difficoltà elevatissima, se non fosse che le condizioni del ghiaccio erano veramente pessime, tanto che lì di ghiaccio non ne abbiamo mai visto e già si è sciolto. È una via verticale, a tratti strapiombante, un azzardo. Si sviluppa su uno spazio molto angusto, ma è comunque difficile individuare la linea buona.
“È bello scalare con chi sa persino più di te quali sono i tuoi limiti”
Avevate le idee chiare fin dal principio su come proseguire?
No, affatto, ogni tiro pensavamo che sarebbe stato l'ultimo. Ma abbiamo scalato molto insieme, siamo molto amici, non siamo solo compagni di arrampicata. Quando ci parliamo, possiamo contare sul fatto che spesso il nostro socio sa meglio di noi stessi se siamo in gradi di affrontare un tiro. Siamo complementari: Nico ha molta esperienza su ghiaccio, io magari posso essere più forte su roccia, siamo un buon mix. Quando fai qualcosa di molto difficile, hai la sensazione di essere lento, di non essere all'altezza. Loro ti vedono da fuori e sanno invece dove arrivano le tue capacità. È bello potersi fidare di persone così.
A metà febbraio hai anche sceso con gli sci la via dei Tubulaires, sul Mont Aiuguille, con Vivian Bruchez e François Kern. Un'altra impresa.
Faccio sempre più sci ripido, anche perché non ci sono più condizioni così durature nell'ice climbing e quindi mi rivolgo ad altro. Quella linea la volevo fare da molto tempo. È stata molto difficile la salita. In estate è una via di quarto grado, ma noi abbiamo trovato erba ghiacciata e non era semplice usare le protezioni, abbiamo dovuto rinunciare più e più volte. La discesa è stata bellissima.
Sembra che in Francia si sia formato un gruppetto di atleti davvero polivalenti. È solo un caso?
No, ne parlavamo con amici proprio poco tempo fa. Il nostro club alpino è riuscito a mettere nello stesso ambiente persone con provenienze e specializzazioni molto diverse. Prima ognuno era forte nella propria, ora ci siamo contaminati. Con la reciproca frequentazione siamo cresciuti tutti.
“Noi possiamo andare in montagna sempre e rinunciamo spesso. Non si può volere uscire a ogni costo se si ha a disposizione solo il fine settimana”
In Italia in questo periodo ci sono state diverse disgrazie correlate alle valanghe e anche in Francia sembra che non manchino i casi. Secondo te perché? Cosa si può dire per convincere la gente a essere più prudente?
È così anche da noi. Sono dell'idea che la gente magari vede i social, vede che facciamo certe cose e pensa che andare in montagna sia possibile sempre e comunque. Ma noi siamo in montagna tutti i giorni. Non solo abbiamo molta più esperienza, ma possiamo e dobbiamo spesso rinunciare, solo che ci rimane il giorno buono. E invece chi ha disponibili solo le vacanze o i fine settimana li vuole sfruttare a ogni costo. Ma semplicemente non si può fare sempre quello che si vuole.