Zeni ripete "Niobe" ad Arco: "La via è fantastica e confermo il grado di 9a"

Lo scalatore trentino ha salito la placca estrema, liberata da Adam Ondra a dicembre. "Ho piacere che anche i giovani si mettano alla prova su questo tipo di arrampicata"

 

Alessandro Zeni da qualche giorno è in Primiero, dove si è fermato a trovare i parenti, poco dopo avere chiuso ad Arco uno dei tiri più in voga del momento: Niobe (9a), liberata da Adam Ondra appena due mesi fa e già ripetuta con una certa celerità anche da Gianluca Vighetti. È risaputo che l'atleta dell'Esercito sia uno specialista della placca e non potevamo non chiedergli un suo parere su una via di cui si è già parlato parecchio. “Io non seguo molto le mode del momento – esordisce Ale-, alla fine però questo tipo di vie prima o poi finiscono tra i miei obiettivi e così con Sky [Riccardo Scarian, ndr] abbiamo deciso di andare a vedere. Quello che forse mi ha stupito un po' è che una via di placca abbia suscitato tutto questo interesse. È un genere che non fa molta presa al giorno d'oggi e sono ben contento che anche un ragazzo dell'età di Gianluca l'abbia voluta scalare”.


Come hai trovato la via?

Quando sono andato io le vacanze di Natale erano già finite da un po' non c'era troppa gente in falesia. Però, quando ci ho messo le mani, l'ho trovata davvero super sporca. Molto gommata sugli appoggi, tanto da rendere il grip precario.


Dipende anche un po' dalle scarpette che si usano al giorno d'oggi?

Sì, secondo me le mescole sono un po' più morbide, questo va a gravare sulla roccia. E poi, dopo la libera di Adam non ha più piovuto, la via non si è pulita.


Sei partito subito bene.

Nel mio primo tentativo sul primo tiro, che sarà un 8a+, sono arrivato in sosta abbastanza agevolmente. Ma sulla parte alta del secondo tiro la via cambia marcia. Lì gli appoggi diventavano sfuggenti. Il primo giorno ho fatto due tentativi, il secondo tre. Ma insomma, facevo fatica a stare sui piedi. A quel punto sono andato a pulire con una bottiglia d'acqua e il giorno dopo è cambiato tutto, il grip era tutta un'altra cosa.


Hai trovato similitudini con altre vie del genere?

L'ho paragonata a Wu Wei, la multipitch che abbiamo aperto in Val Nuvola. Le assomiglia per difficoltà e stile: la nostra è una via molto di sensazione, una placca appoggiata, forse meno fisica rispetto a Niobe, dove spingi più di palmo. I piedi sono molto sfuggenti, non ti puoi rilassare fino all'ultimo. E infatti a me è successo che sono caduto proprio alla fine, perché mi sentivo ormai arrivato. Il terzo giorno comunque ero convinto e l'ho salita bene. Come stile è paragonabile a certi boulder su plastica: è più di spinta che da tirare. Io sono più su una arrampicata di dita, ma comunque mi sono trovato bene.


Nei hai parlato con Ondra?

Sì e gli ho confermato tanto la bellezza quanto il grado, che condivido. Poi ovviamente abbiamo due fisici diversi: lui è più alto e infatti sull'ultimo movimento, quello che ben si vede nel video, ho dovuto fare qualcosa di diverso, ho rilanciato. Adam poi è super elastico, fluido, veloce, intuitivo. Insomma, direi che la via va incontro alle sue caratteristiche e alla sua capacità. La via comunque è molto bella, devi sempre spingere, saranno circa 35 metri e non molla mai.


Che te ne pare di Vighetti?

Mi ha fatto davvero piacere vedere un giovane che si mette su questo tipo di scalata, che spesso viene lasciata un po' da parte, un po' trascurata. Mi ha anche chiesto di alcune mie vie, sono contento che le voglia provare. Vedere che i giovani ci mettono un po' il naso sulla placca è bello. Tra l'altro si tratta di una falesia davvero fantastica e anche i tiri più facili sono molto belli da arrampicare. Qualcosa ho scalato...ma non ho curiosato sui progetti. Aspetto chi ci sta lavorando, come è giusto che sia!