Euro Montagna, a un anno dalla scomparsa

Istruttore nazionale di alpinismo e membro del Club alpino accademico italiano, il genovese Euro Montagna è stato uno dei grandi protagonisti dell’alpinismo ligure a partire dal primo dopoguerra. Le sue guide, fra cui quattro volumi della collana dei Monti d’Italia, sono divenute “testi sacri” per gli scalatori delle Apuane, delle Alpi Liguri e delle Marittime

Euro Montagna

Euro Montagna © Ferruccio Jochler

È trascorso quasi un anno dalla scomparsa di Euro Montagna. Il Covid 19 se l’è portato via il 29 ottobre del 2020, all’età di 89 anni, privando l’alpinismo ligure e italiano di una delle sue più vivide memorie storiche e di un protagonista di importanti prime salite e ripetizioni, compiute a cominciare dall’immediato dopoguerra, passando dalle Apuane al Monte Bianco, e, ovviamente nelle Alpi Liguri e Marittime.
Iscritto da sempre della Sezione di Bolzaneto del Club alpino italiano (fino al 2006 Sottosezione del Cai Ligure Genova), Istruttore Nazionale di Alpinismo e membro dell’Accademico dal 1962, Euro è stato un punto di riferimento per centinaia (migliaia?) di appassionati di montagna.

Euro Montagna vetta

Euro Montagna alla fine di una salita © Gino Dellacasa

Ispiratore di infinite avventure e scoperte di montagne e pareti

Molti di loro non lo hanno conosciuto direttamente, ma le sue guide e le sue relazioni, redatte con sintassi asciutta e precisione certosina, sono state una fonte ispiratrice di infinite avventure e un viatico per la scoperta di montagne e pareti i cui nomi magari non appartengono alla “nobiltà” dell’alpinismo, ma che, forse proprio per questo, posseggono una bellezza selvaggia e un fascino che Euro ha sempre saputo cogliere e trasmettere.
Così è stato per la sua storica guida alle Palestre di arrampicamento genovesi, preziosissimo vademecum che ha indirizzato i primi passi verticali di tantissimi scalatori cresciuti nella Città della Lanterna, assediati da “calvi picchi” marnosi e ripidi pendii coperti di macchia mediterranea, affamati di roccia e vuoto nei tempi in cui la pietra di Finale non era stata ancora “inventata”… Chissà poi quanti sogni e progetti sono nati (e nascono ancora oggi) fra le pagine dei volumi della prestigiosa collana dei Monti d’Italia da lui curati: quello delle Alpi Apuane, edito nel 1979, al quale ha lavorato con Angelo Nerli e Attilio Sabadini, quello delle Alpi Liguri (1981), redatto con Lorenzo Montaldo, e i due dedicati alle Alpi Marittime (1984 e 1990), curati con Montaldo e Francesco Salesi.
Gli amici che hanno scalato con lui lo sapevano bene come nascevano quelle pagine dense di dettagli e particolari preziosi. Luigi “Gino” Dellacasa ancora se lo ricorda durante la prima ascensione del difficile Pilastro Centrale della parete sudest della Pania Secca, nelle Alpi Apuane, mentre, in posizioni da fachiro e nelle condizioni meteo più assurde, compilava quelle sue agendine microscopiche, non più grandi di un pacchetto di sigarette, sulle quali registrava fedelmente “la storia in diretta”.
Con la stessa tenace e meticolosa perseveranza, Euro ha anche risalito il baratro della memoria, ripercorrendo gli anni e le generazioni per restituire sulla carta la storia dell’alpinismo ligure, compilata assieme a Giulio Gamberoni.

Euro Montagna pilastro pania secca

La salita del Pilastro Centrale della parete sudest della Pania Secca © Gino Dellacasa

La complessità dell’uomo

Il ruolo scrupoloso del testimone non esaurisce la complessità dell’uomo. L’Euro Montagna che sta nel cuore dei compagni di cordata e di tutti quelli che lo hanno conosciuto è il maestro di alpinismo dall’eloquio asciutto e dal carattere schietto, pronto alla battuta sagace, resa ancora più espressiva dal sapiente uso del dialetto. Così lo immortala Alessandro Gogna, rievocando un episodio di gioventù:

«La prima volta che vidi Euro Montagna di persona fu in occasione di una sua lezione di storia dell’alpinismo. Finalmente lo vedevo, tarchiato e burbero ma qualche volta sorridente. Ascoltai le sue parole come un discepolo: avrei potuto, dopo, trascrivere fedelmente ciò che avevo udito, proprio come avevano fatto Luca, Giovanni, Matteo e Marco, comprensivo delle annotazioni in genovese schietto che ogni tanto punteggiavano il suo eloquio, colorandolo in modo indelebile».

Forte di questa sagacia e questa energia, Euro ha cavalcato le Alpi e gli Appennini per tanti decenni, con lo scrupolo di lasciare sempre sulla carta i segnavia indispensabili a quanti volessero ripercorrere le sue avventure e sognarne di nuove.

La serata-omaggio di Cai Ligure Genova e Cai Bolzaneto

Mercoledì 6 ottobre, a partire dalle 20, la sua città gli renderà omaggio con una serata organizzata dal Cai Ligure e dal Cai Bolzaneto che si terrà a Palazzo Ducale, nella Sala del Maggior Consiglio. L’incontro vedrà l’intervento di Gino Dellacasa, Nadia Benzi, Salvatore Gargioni, Cinzia Montagna e Alessandro Gogna e la presentazione in anteprima del documentario di Mario Carmelo dedicato a Euro e alla sua vita a fil di cielo.
Nel corso dell’appuntamento, si svolgerà anche la cerimonia di assegnazione del premio Claudio Cambiaso alla stazione di Genova del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.