Il valore dei parchi europei

Raffaele Marini, presidente della Commissione centrale Tutela ambiente montano, si sofferma sulla giornata europea dei parchi. Senza dimenticare il IV rapporto sul capitale naturale

Parco Maiella

Il Parco Nazionale della Maiella © Luciano Pellegrini

Raffaele Marini, presidente della Commissione centrale Tutela ambiente montano, si sofferma sulla giornata europea dei parchi (il 24 maggio), promossa da Europarc Federation. «Un momento di particolare importanza per ribadire il valore dei parchi, quale strumento di gestione e conservazione di quelle aree di particolare pregio che ogni nazione ha deciso, a volte con non poca fatica, di proteggere nell’interesse di tutti ma in particolare delle generazioni future», scrive.

I numeri italiani

In Italia, sono 871 le aree protette, per un totale di oltre 3 milioni di ettari tutelati a terra, circa 2 milioni e 850.000 ettari a mare e 658 chilometri di costa. I parchi nazionali operativi sono 24 (più il Gennargentu, formalmente istituito ma non operativo ndr) e coprono quasi 1,5 milioni di ettari a terra e 71mila a mare. Le Aree marine protette, invece, sono 27 per un’estensione di circa 222mila ettari e ad esse occorre aggiungere due parchi sommersi ed il Santuario internazionale dei mammiferi marini,  con altri 2.5 milioni di ettari protetti, per un totale di 30 Aree marine protette.

«I Parchi sono custodi di biodiversità e di servizi ecosistemi ad essa connessi, concorrendo quindi a mantenere equilibri che sono messi a dura prova dalla progressione dei cambiamenti climatici», continua Marini.

Come occasione per cogliere il valore del sistema delle aree protette, Il 12 e il 13 giugno prossimi, si  svolgerà la nona edizione de “In Cammino nei Parchi”, evento promosso dal Cai in collaborazione con Federparchi.

«I Parchi possono esser laboratori per promuovere un modello di società più inclusivo a  livello sociale, più sano a livello ambientale ed economicamente sostenibile. Valorizzano la Natura come bene essenziale per una economia verde e sostenibile,  promuovono sistemi alimentari territorializzati e un’economia circolare locale. Hanno quindi dimostrato di essere un catalizzatore per una crescita economica  sostenibile in particolare per le regioni strutturalmente deboli che hanno limitate alternative», conclude.

Il IV rapporto sul capitale naturale

Insomma, i parchi rappresentano l’espressione più diretta del concetto di “capitale  naturale”.  In occasione della Giornata Mondiale per la Biodiversità è stato presentato, presso  l’Orto Botanico di Roma, il IV Rapporto sul Capitale Naturale. Un documento destinato a rappresentare il faro che avrà il compito di  guidare la strategia italiana nella gestione del Recovery Plan. Il Capitale Naturale è l’intero stock di risorse naturali, organismi viventi, aria, acqua,  suolo e risorse geologiche che contribuiscono alla produzione di “servizi ecosistemici”.

«Quantificare dal punto di vista economico questi servizi è quindi fondamentale perché solo comprendendo il reale valore della natura è  possibile tutelarla e valorizzarla. Il Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale nasce proprio a questo scopo», spiega Marini.