Il buio profondo del Passo dello Stelvio

La crisi climatica sbalordisce anche gli esploratori del mondo ipogeo. Vi raccontiamo una nuova e interessante esplorazione speleologica sulle Alpi Retiche, in una zona oggi priva della coltre glaciale presente sul posto fino a pochi anni fa

La grotta Marietti 2- Cadorna © Bernardino L'Abbate

Questo periodo di pandemia ha creato non pochi problemi anche ai gruppi speleologici e all’esplorazione ipogea. In questa situazione, la scoperta di una nuova, significativa cavità nei pressi del Passo dello Stelvio è importante, anche perché permette di approfondire la conoscenza dell’“area Marietti”, un territorio di modeste dimensioni a 2800-2900 m di altitudine, liberato dal manto glaciale che purtroppo da tempo si sta ritirando.

Sette nuove cavità

Di recente, nella zona sono state scoperte sette nuove cavità appartenenti a un antico sistema di grotte. In “Marietto 2” è stata scoperta una serie di ampi pozzi. La grotta attualmente finisce dopo quattro salti verticali a una profondità di circa -135 metri, su una strettoia che forse potrà essere superata.

L’Area Marietti, al passo dello Stelvio © Alessandro Uggeri

È interessante considerare che in questa grotta c’è più volume di vuoto che nell’insieme di quelle trovate ed esplorate negli ultimi anni. Non si sa dove confluiscono le acque che circolano al suo interno. Un tracciamento eseguito in prossimità della grotta ha evidenziato che si è vicini allo spartiacque tra il Fontanone del Braulio, a 5 km e 1100 metri più in basso e le sorgenti Drei Brunnen, sopra Trafoi, alla stessa quota del Fontanone del Braulio, ma a 3 km
di distanza.

Per inciso, è stato comunicato che la grotta “Marietto 2” è stata ridenominata Abisso Cadorna, in memoria e a onore delle decine di migliaia di alpini che anche qui ebbero ordine di fortificare la frontiera alpina, per prevenire la paventata invasione austroungaricache poi non ci fu.

il ridimensionamento del ghiacciaio

La scoperta e l’esplorazione della grotta sono state rese possibili dal triste e veloce ridimensionamento del ghiacciaio.

«La ricerca è indirizzata a operare sulle aree di forte ritiro del manto glaciale intorno allo Stelvio, come ad esempio la Vedretta delle Platigliole e la Vedretta dei Vitelli, dove sono state rinvenute piccole cavità, e il versante nord del Monte Livrio, nel settore orientale della Vedretta di Masaccio» ha spiegato Alessandro Uggeri, speleologo e geologo che ha partecipato alle ricerche. «Dalle foto aeree e dalla cartografia non si capisce precisamente quando la zona dove si trovano gli ingressi sia stata liberata dal ghiacciaio, ma orientativamente possiamo dedurre che questo sia avvenuto da meno di 20 anni», spiega ancora.

In esplorazione sul Passo dello Stelvio © Alessandro Uggeri

Al breve campo che ha portato alla scoperta della Grotta “Marietto 2 – Cadorna” hanno partecipato speleo del Gruppo Speleologico del Cai di Varese, del Gruppo Grotte Tassi di Milano, dello Speleo Club del Cai di Erba e del Gruppo Grotte del Cai –SEM Milano.