La grande conquista

Film a soggetto sulla conquista del Cervino (1865) e sulla rivalità fra Jean Antoine Carrel interpretato dallo stesso Trenker) ed Edward Whymper (Herbert Dirmoser)

un’immagine del film © Cai

Riprendiamo l’articolo di Antonio Massena, estratto dalla rubrica Fotogrammi d’alta quota pubblicata su Montagne360 di ottobre 2019

 

Film a soggetto sulla conquista del Cervino (1865) e sulla rivalità fra Jean Antoine Carrel interpretato dallo stesso Trenker) ed Edward Whymper (Herbert Dirmoser). Il soggetto è tratto “Der Kampf ums Matterhorn” di Carl Haensel pubblicato nel 1919.

La rivalità dei due protagonisti, in primo piano

Seppure pervasa dalla propaganda e dall’antagonismo prebellico, la struttura narrativa e la sceneggiatura di questo film mostrano uno studio innovativo dei personaggi: dai dialoghi alla ricerca dell’inquadratura che ne esalta la mimica facciale, dal movimento della macchina da presa alla fotografia sino ad alcune impercettibili ma significative evoluzioni del montaggio. Interessante, per l’epoca, l’uso del controluce: la sagoma dell’alpinista che arrampica si staglia in silhouette restituendo allo spettatore la verticalità, la difficoltà dell’arrampicata e la tensione dell’azione.

La storia, ovviamente romanzata, è basata sulla rivalità fra i due protagonisti in un’ottica di supremazia eroica dettata dalla voglia di conquista da parte del valligiano della “sua montagna”. Un racconto che narra dell’offerta di Quintino Sella, allora Presidente del Club Alpino Italiano, che invita Carrel a Torino, dichiarandosi disposto a sostenerlo finanziariamente nella sua impresa, del suo rifiuto, della sfida fra Italia e Svizzera, fra Breuil e Cervinia, parete sud e parete nord, e ancora di antagonismo, interessi economici, contrapposizioni ideali e malcelate aspirazioni personali e ancora la figura dell’amico (Luc Meynet) usata come strumento di rottura dell’amicizia fra Carrel e Whymper; e Whymper che da Zermatt il 14 luglio 1865 metterà per primo piede sulla vetta; e la discesa dopo la conquista della vetta – e all’improvviso – la tragedia: la corda si spezza e in quattro muoiono con Whymper che verrà accusato di averla tagliata per salvare la propria vita. Il tribunale e l’accusa.

La conquista della vetta

Carrel che dal versante sud arriva in cima, nello scendere trova la corda, recuperarla o tagliarla? In tribunale dimostrerà l’innocenza dell’amico-rivale. Esteticamente le immagini d’ambiente sono di una efficacia straordinaria così come lo studio dell’inquadratura e dei particolari anticipano di anni la tecnica di ripresa per questa tipologia di film. Ironia e a tratti alcuni sprazzi di comicità fanno da cornice a un film incentrato sulla “conquista” della vetta, sul gesto eroico e soprattutto sui contrasti determinati dal clima bellico che percorreva l’Europa in quel periodo.

Ne è un esempio la sequenza dell’ingresso nella sede del Club Alpino Italiano a Torino di Carrel (Luis Trenker) e Luc Meynet (Umberto Sacripante): a prova che è più facile restare in equilibrio sulla roccia che sui levigati marmi del palazzo come dimostra la scena di pattinaggio e la conseguente caduta a terra di Meynet. Alternanza sapiente di interni ed esterni attraverso un gioco della fotografia e delle luci che amalgama, a tratti, come in un unico piano sequenza, i diversi ambienti, la cura dei dialoghi che non sconfinano mai nella retorica, costruiscono un film da non perdere. Di grande effetto l’inquadratura finale con i protagonisti sulla cima del Cervino, e nel silenzio una stretta di mano che vale più di mille parole.

Info film

Der berg ruft

Regia Luis Trenker, Fotografia Sepp Allgeier, Albert Benitz, Otto Martini, Walter Riml, Klaus von Rautenfeld (Germania 1938) 90 minuti.