Marco Albino Ferrari nominato Direttore editoriale e Responsabile delle attività culturali del Cai

Scrittore, sceneggiatore e giornalista, intende rafforzare l'impronta ambientalista delle attività culturali del Cai, creando sinergie tra la stampa sociale, la cineteca e l'editoria

Marco Albino Ferrari

Marco Albino Ferrari © Michele Lotti

«Uno tra i diversi obiettivi che mi sono dato sul piano culturale è rilanciare la cordata con il Touring club italiano. In passato ha dato frutti importanti, vedi le “Guide dei Monti d’Italia”. Ma non solo, Cai e Tci uniti hanno una base di circa 550mila soci. Oltre mezzo milione, un movimento nell’ambito della protezione dell’ambiente senza pari in Italia. Siamo in un tempo che ci chiama a un profondo ripensamento del rapporto tra lo spazio e le nostre vite, e il Cai può incidere sui grandi problemi del presente: il fenomeno dell’overtourism, il proliferare di infrastrutture invasive, la trasformazione della montagna in parco giochi con voli d’angelo, panchine giganti, ponti tibetani. Invece, conoscere le specificità delle valli e dei boschi, apprezzarne i silenzi, accettare la frugalità dei rifugi, e poi decidere di mettersi in gioco salendo in quota è parte di una cultura della montagna che va continuamente sostenuta, per non deragliare in una visione consumistica, banalizzante e senza futuro».

Queste le parole di Marco Albino Ferrari, nominato Direttore editoriale e Responsabile delle attività culturali del Cai. Milanese classe 1965, è scrittore, sceneggiatore e giornalista, tra le voci più autorevoli della cultura delle Terre alte.

Unitarietà dei prodotti culturali Cai

La sua volontà è creare sinergie tra i settori che già si occupano di cultura all’interno del Cai. «Penso alla stampa sociale, sia periodica che online, alla cineteca, all’editoria e alle grandi operazioni culturali che coinvolgono il Sodalizio, come il Museo Nazionale della Montagna di Torino e il Trento Film Festival. Inoltre vorrei rilanciare la produzione filmica e la promozione di produzioni e spettacoli teatrali che si occupano di montagna».

Marco Albino Ferrari intende dunque «rafforzare l’unitarietà dei prodotti culturali targati Cai, creando un’immagine contemporanea della sua azione. Un’azione che coinvolgerà anche il web, attraverso l’e-learning, una manualistica rinnovata e una web tv. Lavoreremo molto sul territorio, io per primo, divulgando la visione della montagna propria del Club alpino italiano, in antitesi con un consumo del territorio che ne sminuisce le peculiarità, dialogando e sensibilizzando il pubblico sulle grandi questioni ambientali».

«Il Comitato direttivo centrale ha fortemente voluto la nomina di Marco Albino Ferrari come Direttore editoriale e Responsabile delle attività culturali», afferma il Presidente generale del Cai Antonio Montani. «Siamo certi che, con la sua grande esperienza, coadiuvato dal referente Angelo Schena, saprà lavorare per un forte rilancio di tutte le attività divulgative che riguardano la montagna e che appartengono intimamente al Club alpino italiano, creando una visione d’insieme coerente e orientata al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti come comitato di presidenza».

Marco Albino Ferrari

Nel 2002 ha fondato la rivista Meridiani Montagne, che ha diretto per un quindicennio. Negli anni Novanta ha diretto la rivista Alp e ha collaborato con la casa editrice Einaudi, curando il periodico house organ Cfr:. Nel 2019 ha terminato l’ideazione di Cast, il museo interattivo nel castello di Sondrio. Nel corso degli anni ha collaborato con la Radio Televisione Svizzera Italiana e con diverse testate giornalistiche italiane. Con La Stampa ha realizzato reportage estivi a puntate e interventi come opinionista. Tra i suoi volumi: Frêney 1961 (Vivalda), In viaggio sulle Alpi (Einaudi), La sposa dell’aria (Feltrinelli), Alpi Segrete, La via del lupo, Montecristo (Laterza), Il sentiero degli eroi (Rizzoli). Per il Corriere della Sera ha curato la collana “Storie di Montagna”, mentre per l’Editore Hoepli dirige la collana “Selle Alpine”. Mia sconosciuta (Ponte alle Grazie) è stato candidato al Premio Strega ed è vincitore del Premio Itas. Ha vinto due volte il Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti, il Premio Leggimontagna, il Premio ANA Giornalista dell’Anno, il Premio Cortina, il Pelmo d’Oro alla Carriera. Gira l’Italia con i suoi monologhi teatrali riscuotendo ampio successo di pubblico.