Una miniera per l’estrazione del titanio nel Parco del Beigua?

Il Cai Liguria al fianco di associazioni e cittadini nell'esprimere preoccupazione dopo l'autorizzazione della Regione alle ricerche minerarie all'interno dell'area protetta

Parco Beigua

L’area interessata dal progetto © Parco regionale del Beigua

«È da trent’anni che ci sono tentativi di aprire miniere a cielo aperto per l’estrazione del titano nel Parco regionale del Beigua. Nel 2015, dopo un primo ricorso, il Tar aveva bloccato ogni progetto, ma oggi la Compagnia Europea per il Titanio sta tornando alla carica con la Regione Liguria. Nel sottosuolo è infatti presente un giacimento che varrebbe diversi miliardi euro».
Il presidente del Cai Liguria Gianni Carravieri inizia così la spiegazione della situazione attuale nell’area protetta, che ha portato il Gruppo regionale a esprimere ufficialmente la propria «profonda preoccupazione e doglianza» per il provvedimento emesso dalla Regione i giorni scorsi.

L’autorizzazione alle ricerche minerarie a cielo aperto

Si tratta di un decreto dirigenziale che autorizza la Compagnia di dare avvio a ricerche minerarie a cielo aperto all’interno dei confini del Parco. L’area nelle quali si terranno le ispezioni preliminari alle ricerche è adiacente (e per 46 ettari interna) alla ZSC 1T1331402 “Beigua – M. Dente – Gargassa – Pavaglione”, gestita dallo stesso Ente Parco.

«Queste ricerche sono sicuramente la premessa dell’apertura di una miniera, che sarebbe anch’essa a cielo aperto e interesserebbe l’area parco», continua Carravieri. «Una miniera che non rispetterebbe la normativa europea in materia e avrebbe conseguenze ambientali rilevanti».

Una minaccia segnalata all’Unesco e al ministero della Transizione Ecologica

Carravieri evidenzia che sono contrari sia il Parco sia i sindaci dei due comuni interessati, Sassello e Urbe, che hanno annunciato un nuovo ricorso in giudizio. Inoltre «tutte le maggiori associazioni ambientaliste hanno raccolto in una settimana 25.000 firme contro il progetto. Un gruppo di cittadini ha poi informato l’Unesco, segnalando che in un suo Geoparco si è venuto a creare uno scenario di questo genere. Inoltre anche il ministero della Transizione Ecologica, dopo la segnalazione della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, ha chiesto chiarimenti».

Il Cai Liguria pronto a opporsi in tutte le sedi

La conclusione del presidente del Cai Liguria è decisa:

«la popolazione locale e regionale è contraria alla miniera e non capiamo come mai la Regione dia permessi per test di questo genere se la miniera non può, teoricamente, essere messa in piedi. Siamo disponibili a qualsiasi azione per opporci questo progetto».