A Pianezza una serata dedicata alla sicurezza in montagna

C.A.I. SEZ. PIANEZZA

Nella cornice di Villa Lascaris, giovedì 11 giugno si è svolto l’incontro dal titolo “Andare in montagna e divertirsi in sicurezza”. La serata, nata con l’intento di promuovere la cultura della prevenzione e la consapevolezza tra gli appassionati delle alte quote, rientra ufficialmente nel ricco calendario di manifestazioni organizzate per celebrare l’importante traguardo dei cinquant’anni della Sezione CAI di Pianezza, fondata nel 1976.

Mezzo secolo di passione: un accenno alla storia della sezione

Come ricordato in apertura, il CAI Pianezza festeggia quest’anno i suoi primi 50 anni di vita. Nato nel 1976, il sodalizio è cresciuto costantemente nei decenni, trasformandosi da piccolo gruppo di appassionati a un vero e proprio presidio culturale e punto di riferimento per il territorio.

Fin dalle origini, la storia della sezione è legata a doppio filo alla valorizzazione e alla tutela del territorio locale, basti pensare allo storico impegno per la salvaguardia del Masso Gastaldi, e a una forte vocazione educativa, espressa attraverso le attività sportive che vanno dall’escursionismo all’arrampicata, dallo scialpinismo al cicloescursionismo e all’alpinismo, con una particolare attenzione a quelle dedicate ai più giovani.

Gli interventi della serata

La tavola rotonda, moderata davanti a una folta platea, ha visto alternarsi relatori di rilievo, che hanno affrontato il tema della sicurezza sotto molteplici punti di vista.

Francesco Butti, del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, ha aperto la serie di interventi illustrando, dati alla mano, il delicato lavoro svolto dai tecnici del soccorso. Butti ha condiviso statistiche fondamentali che invitano a una profonda riflessione: la grande maggioranza delle chiamate di emergenza e degli interventi sul territorio riguarda l’escursionismo classico.

Un dato particolarmente significativo emerso durante la serata è che solo il 10 per cento circa degli interventi totali vede coinvolti soci CAI. Questo scenario dimostra come una solida formazione e una buona cultura della montagna possano contribuire concretamente a evitare molti incidenti, i quali, è stato ricordato, mettono spesso a repentaglio anche l’incolumità dei soccorritori.

Federica Mosca, del CAI Giovani e del Gruppo Giovanile CAI Torino, ha portato la voce delle nuove generazioni di alpinisti ed escursionisti. Il suo intervento si è focalizzato sull’importanza del passaggio generazionale della cultura della prudenza, spiegando come il divertimento e l’esplorazione tra i giovani non debbano mai prescindere da una pianificazione rigorosa e dal rispetto dei propri limiti.

Mauro Martinengo, presidente della Commissione Alpinismo Giovanile LPV, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, ha focalizzato l’attenzione sull’aspetto formativo e didattico. Educare i ragazzi fin da piccoli a frequentare i sentieri in modo consapevole e rispettoso è la chiave per costruire una futura generazione di frequentatori della montagna responsabili.

A chiudere la serata è stato Bruno Migliorati, presidente del CAI Piemonte, che ha tirato le somme del dibattito. Migliorati ha ribadito il ruolo cruciale del Club Alpino Italiano come ente formatore e ha sottolineato la vivacità del CAI Pianezza, capace di organizzare appuntamenti di alto spessore educativo in occasione del proprio cinquantenario.

Successo di pubblico e dibattito

L’evento ha registrato una calorosa partecipazione di pubblico. In sala non erano presenti soltanto i soci di Pianezza, ma anche soci di molte sezioni della bassa Valle di Susa, a testimonianza di come il tema della sicurezza sia sentito in modo diffuso e trasversale in tutto il territorio pedemontano.

La seconda parte della serata è stata caratterizzata da un dibattito dinamico, con molti interventi, domande e osservazioni da parte del pubblico, focalizzati soprattutto sulla gestione del rischio e sulla preparazione dei materiali.

I ringraziamenti

La Sezione CAI di Pianezza desidera rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti che hanno riempito la sala di Villa Lascaris, dimostrando grande sensibilità verso queste tematiche.

Un ringraziamento speciale va agli ospiti e ai relatori per la loro disponibilità e per aver condiviso esperienza e competenza, contribuendo a rendere questa serata un tassello importante nel percorso di crescita della comunità alpina locale.