A Spezia il CAI cammina con i fisioterapisti per prevenzione, riabilit ...

C.A.I. SEZ. LA SPEZIA

Camminare come strumento di prevenzione, riabilitazione e benessere, ma anche come occasione per costruire relazioni e rendere l’ambiente naturale realmente accessibile. È questo il senso dell’iniziativa organizzata domenica 6 settembre dal CAI La Spezia, attraverso il gruppo di Montagnaterapia ed Escursionismo Adattato “Un Sentiero per Tutti”, insieme a una delegazione di fisioterapisti della provincia della Spezia iscritti all’Ordine professionale.

L’appuntamento, organizzato in occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia, ha avuto come tema il ruolo dell’attività fisica e della riabilitazione nella prevenzione e nella cura delle malattie cardiovascolari e dell’ictus.

Per affrontarlo si è scelta la forma più naturale per il Club alpino: mettersi in cammino.

Sul sentiero “Sotto le Mura”

Il gruppo ha percorso il sentiero CAI 224, conosciuto come “Sotto le Mura”, un itinerario breve e accessibile, ma capace allo stesso tempo di offrire un’attività fisica completa e modulabile sulle capacità dei partecipanti.

La partenza è avvenuta dal piazzale Giovanni XXIII, dove i volontari del CAI hanno presentato uno degli ausili fuoristrada in dotazione alla sezione e destinati alle persone con disabilità motoria.

Poi l’inizio della camminata, con una prima scalinata che ha subito richiesto un certo impegno fisico. La sosta nei pressi della prima caponiera, affacciata sulla Cattedrale e sul Golfo della Spezia, è diventata anche occasione per conoscere meglio la storia delle fortificazioni e delle mura costruite nel corso dei secoli a difesa della città e dell’Arsenale Militare.

Durante il percorso, il confronto tra fisioterapisti e volontari ha permesso di mettere in relazione esperienze professionali e attività già consolidate sul territorio.

Il CAI La Spezia ha potuto raccontare il lavoro svolto da anni nell’ambito della Montagnaterapia e dell’Escursionismo Adattato, anche attraverso collaborazioni con realtà come la Fondazione Don Gnocchi. I fisioterapisti, dal canto loro, hanno approfondito il ruolo della riabilitazione nel percorso delle persone colpite da patologie cardiovascolari o neurologiche.

Un lavoro che non riguarda soltanto il recupero della funzionalità fisica, ma coinvolge anche la dimensione psicologica, relazionale e sociale della persona.

Quando il cammino diventa parte della cura

L’arrivo a Porta Isolabella ha aggiunto un ulteriore elemento alla giornata. Grazie alla collaborazione tra il CAI La Spezia e l’associazione “Sa’ Bastia”, il parco giochi si è trasformato in un’area conviviale dove i partecipanti hanno potuto fermarsi insieme per un momento di ristoro.

Un passaggio solo apparentemente secondario. Perché inclusione e riabilitazione passano anche dalla possibilità di vivere esperienze condivise, sentirsi parte di un gruppo e recuperare spazi di autonomia e socialità.

Il rientro è avvenuto lungo lo stesso percorso dell’andata, chiudendo una giornata che ha messo insieme competenze sanitarie, volontariato e frequentazione della montagna.