CAI Nuoro e CAI Sardegna: il 2026 anno dei pascoli e dei pastori

C.A.I. SEZ. NUORO

Il CAI Nuoro, insieme a CAI Sardegna, ha deciso di calarsi pienamente nell’atmosfera creata dalla decisione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che, nel 2022, ha proclamato il 2026 Anno internazionale dei pascoli e dei pastori. Una scelta che ha trovato immediata risposta all’interno del direttivo sezionale guidato da Tonino Ladu, con il coinvolgimento dei past president e del componente del Comitato direttivo regionale Matteo Marteddu, raccogliendo anche la recente sollecitazione arrivata dalle pagine de Lo Scarpone.

Come è stato sottolineato durante il confronto, la decisione dell’ONU – ancora poco conosciuta al di fuori degli ambienti del CAI – riconosce ai pascoli bradi un valore planetario. Tutti gli Stati membri hanno infatti dato consenso a una proposta partita dalla Mongolia e sostenuta da oltre sessanta realtà nazionali. Anche l’Italia ha aderito, in linea con l’Europa, ma è in Sardegna che il CAI intende concentrare un’azione concreta e duratura, capace di lasciare segni tangibili sul territorio.

L’Isola, soprattutto nella sua parte centrale, da costa a costa, è da sempre caratterizzata da allevamenti e pastorizia brada. Dal Montiferru al Marghine, dal massiccio del Gennargentu alle Serre del Nuorese, fino ai Supramonti centrali e dell’Ogliastra, resistono paesaggi e pratiche di allevamento ovino, bovino e suino con radici profonde, stratificate nei secoli. Un patrimonio culturale, sociale e ambientale che si inserisce pienamente nella visione ONU e FAO dell’International Year of Rangelands and Pastoralists, pensato per valorizzare i pascoli bradi all’interno dei sistemi ambientali globali.

Secondo la definizione delle Nazioni Unite, i pascoli sono terreni non coltivati, destinati all’allevamento libero e non adatti a coltivazioni intensive. Sono paesaggi complessi, vivi, che richiedono politiche di governance responsabile e investimenti mirati, capaci di coinvolgere donne e giovani e di garantire continuità alle comunità pastorali. Proprio su questi elementi CAI Nuoro e CAI Sardegna hanno già avviato una programmazione condivisa, con l’obiettivo di portare il tema all’attenzione delle organizzazioni dei pastori, dei pastori stessi e dei soci CAI.

Le prime azioni partiranno già dalla settimana di lunedì 20 gennaio, attraverso attività di informazione e diffusione realizzate con strumenti adeguati. Il percorso punta a culminare in una giornata di coinvolgimento generale, con una escursione tematica lungo sentieri che attraversano i paesaggi dei pascoli bradi del centro Sardegna, compreso il Sentiero Italia CAI, già oggi testimone di questi equilibri antichi.

«Cogliamo l’occasione di dare il giusto valore a una condizione che l’ONU ha riconosciuto e che in Sardegna vede ancora protagonisti tanti uomini e donne, nel tessuto profondo dell’economia, della società e dei paesaggi», sottolinea Matteo Marteddu. «L’obiettivo è non lasciare nell’oblio le storie del passato e soprattutto quelle dell’oggi. Il CAI fa la sua parte».