Hermann Buhl © Archiv Kriemhild BuhlSarà dedicata a una delle figure più iconiche dell’alpinismo del Novecento la serata di venerdì 20 febbraio, alle 21, all’Auditorium Comunale di Pasian di Prato, dove nell’ambito della 41ª Rassegna dei film e protagonisti della montagna della Società Alpina Friulana, curata da Mirco Venir, verrà proiettato il film di Werner Bertolan Hermann Buhl: oltre ogni cima (2025, 60 minuti).
Il documentario ricostruisce la storia dello straordinario scalatore di Innsbruck Hermann Buhl (1924-1957), protagonista di una delle imprese più audaci dell’alpinismo himalayano: la prima salita in solitaria e senza ossigeno del Nanga Parbat nel 1953, un Ottomila del Karakorum affrontato con mezzi limitati e una determinazione assoluta. Un’ascensione che segnò un punto di svolta nella storia dell’alpinismo, aprendo la strada a un modo nuovo di concepire l’alta quota, più leggero, essenziale e profondamente individuale.
Il film alterna ricostruzioni con attori a preziosi materiali d’epoca, tra cui le immagini del rientro dalla celebre solitaria, restituendo non solo il valore sportivo dell’impresa ma anche il clima culturale e umano di quegli anni. Accanto alla narrazione compaiono voci autorevoli dell’alpinismo contemporaneo e storico: Alexander Huber nel ruolo di narratore, Gerlinde Kaltenbrunner – prima donna a scalare tutti i quattordici Ottomila senza ossigeno – due delle figlie di Buhl e Kurt Diemberger, l’ultimo a vederlo prima della tragedia sul Chogolisa, in Pakistan, dove l’alpinista perse la vita durante la discesa.
Oltre alle imprese in parete, il documentario illumina anche aspetti meno noti della biografia di Buhl: un’infanzia segnata dalla perdita precoce della madre e una giovinezza difficile, esperienze che alimentarono in lui un bisogno profondo di riscatto, trovato proprio sulle montagne. Ne emerge il ritratto di un uomo capace di trasformare la fragilità in forza e la solitudine in visione, incarnando una stagione dell’alpinismo in cui la conquista delle vette era anche ricerca interiore.
La serata si inserisce nel lungo percorso della rassegna friulana, che da oltre quarant’anni propone al pubblico film, incontri e testimonianze dedicati alla cultura della montagna, confermandosi come uno degli appuntamenti più significativi del Nord-Est per chi vive l’alpinismo non solo come pratica sportiva ma come esperienza umana e culturale.