Il CAI Gioia del Colle raggiunge quota 500 soci: “Una sola grande fami ...

C.A.I. SEZ. GIOIA DEL COLLE

 

Cinquecento soci e oltre mezzo secolo di storia. La Sezione CAI di Gioia del Colle “Donato Boscia” raggiunge un traguardo significativo, che diventa occasione non soltanto per guardare ai numeri, ma soprattutto alle persone che, dal 1975 a oggi, hanno contribuito a costruire la vita associativa.

Dietro le cinquecento tessere ci sono generazioni diverse, esperienze, amicizie, attività in montagna e nel mondo sotterraneo, progetti dedicati ai più giovani, sentieri curati e un patrimonio di volontariato spesso poco visibile ma essenziale. Un percorso che ha accompagnato la crescita della Sezione per 51 anni e che oggi trova nuova linfa nell'ingresso di nuovi soci e famiglie.

A raccontare questo momento è il presidente della Sezione, Umberto Spinelli, che ha scelto di rivolgersi direttamente alla comunità del CAI Gioia del Colle con una lettera. Un ringraziamento a chi ha fondato la Sezione, a chi l'ha custodita negli anni e a chi oggi continua a dedicare tempo, competenze e passione alla vita associativa.

Di seguito pubblichiamo integralmente la sua lettera.

“500 soci, una sola grande famiglia”

51 anni di storia, passione e volontariato

"Oggi la nostra Sezione raggiunge un traguardo che, a scriverlo, sembra quasi incredibile:

500 soci.

Ma dietro questo numero non ci sono 500 tessere, né semplicemente un dato da festeggiare.

Ci sono 500 persone, volti e storie diverse che, a un certo punto, hanno scelto di incontrarsi lungo gli stessi “sentieri”.

Ci sono primi passi mossi sulle montagne, mani tese per aiutarsi, corde calate nel buio delle grotte, bambini che hanno scoperto la meraviglia della natura, ragazzi cresciuti insieme alla nostra Sezione, famiglie che hanno trovato un luogo dove condividere tempo, passioni ed emozioni.

Ci sono amicizie nate camminando, risate, stanchezza, imprevisti e soddisfazioni. Albe raggiunte dopo ore di cammino e tramonti che, insieme agli altri, sono sembrati ancora più belli.

Ci sono sentieri aperti, segnati e percorsi, grotte scoperte, progetti pensati, costruiti e realizzati... e tanto altro ancora.

E poi ci sono tutte quelle cose che non si vedono.

Telefonate, riunioni, messaggi a tarda sera, materiali da preparare, discussioni, problemi da affrontare e risolvere. Tempo sottratto alla famiglia e al riposo.

Ci sono sacrifici. Tanti.

E soprattutto ci sono persone speciali che, senza chiedere nulla in cambio, hanno scelto di mettere a disposizione della nostra Sezione il proprio tempo, le proprie energie e le proprie competenze.

I nostri volontari.

Sono loro, spesso in silenzio, a rendere possibile tutto questo.

Quando qualcosa riesce, magari non si vedono. Ma ci sono. Sempre.

Oggi, però, il nostro pensiero deve andare ancora più indietro, a 51 anni fa.

A quegli uomini e a quelle donne che ebbero la passione, la visione e il coraggio di dare vita alla nostra Sezione.

A loro dobbiamo le nostre radici.

E tra quelle radici c'è una figura che per noi ha un significato speciale:

Donato Boscia.

Il nome che portiamo con orgoglio.

Un nome che non è soltanto scritto sul nostro logo, ma rappresenta una storia, un esempio, un modo di intendere la montagna, la natura, l'impegno e il servizio agli altri.

In qualche modo, Donato continua a camminare con noi.

Cammina ogni volta che un ragazzo scopre la montagna, quando qualcuno entra per la prima volta in una grotta, quando un sentiero viene restituito alla comunità, quando un volontario dedica il proprio tempo agli altri.

E forse è proprio questo il modo più bello per custodire una storia: non limitarci a ricordarla, ma continuare a costruirla, insieme.

Oggi siamo 500.

Ma non penso sia un punto di arrivo.

Penso a tutto quello che c'è ancora da fare.

Perché una Sezione nata più di mezzo secolo fa e arrivata oggi a un traguardo così importante dimostra una cosa straordinaria: ha ancora voglia di crescere, di sognare, di progettare e di camminare.

E allora... grazie!

Grazie a chi c'era ieri.
Grazie a chi c'è oggi.
Grazie a chi arriverà domani.

Grazie ai soci storici, che hanno custodito questa Sezione nei momenti più difficili.

Grazie ai nuovi soci, che con il loro entusiasmo ci ricordano che la nostra storia non è finita: sta continuando.

Grazie alle famiglie, ai ragazzi, ai bambini, ai gruppi e a tutte le persone che ogni giorno portano nuova energia nella nostra casa.

E grazie ancora a tutti i volontari.

Per il tempo che donate.
Per la pazienza.
Per la passione.
Per le idee.
Per le giornate dedicate agli altri.

Perché senza di voi, semplicemente, tutto questo non sarebbe possibile.

500 soci non sono soltanto un traguardo.

Sono la somma di tutto ciò che siamo stati e, soprattutto, l'inizio di tutto ciò che possiamo ancora diventare.

Davanti a noi ci sono ancora tante nuove storie da scrivere.

Perché la cosa più bella non è arrivare lontano, ma sapere di non esserci arrivati da soli.

E finché continueremo a camminare insieme, con la stessa passione e lo stesso spirito di chi ci ha portato fino qui, la strada davanti a noi sarà sempre quella giusta.

500 volte grazie
e avanti, insieme!"

Umberto Spinelli
Presidente della Sezione Cai di Gioia del Colle “Donato Boscia”