Le evaporiti UNESCO raccontate dal territorio: incontro speleologico a ...

C.A.I. SEZ. IMOLA

Aggiornare, spiegare, contestualizzare. È questo l’obiettivo della conferenza “Le evaporiti UNESCO diversamente raccontate”, in programma martedì 10 febbraio 2026 a Imola, promossa dal Club Alpino Italiano – Sezione di Imolaattraverso il Comitato Scientifico e la Commissione Tutela Ambiente Montano sezionali, in collaborazione con la Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna.

L’incontro, che si terrà a partire dalle ore 20.45 presso il Centro Sociale “Giovannini” di via Scarabelli 4, nasce con l’intento di fare il punto sullo stato dei sette siti regionali riconosciuti nel 2023 dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Un riconoscimento di portata internazionale che chiama in causa non solo il valore scientifico e naturalistico delle aree interessate, ma anche le responsabilità legate alla loro tutela e alla corretta divulgazione.

Per evidenti ragioni territoriali, una parte centrale della serata sarà dedicata alla Vena del Gesso Romagnola, inserita all’interno del Parco Regionale e situata a pochi chilometri da Imola. Un sistema geologico di straordinaria importanza, che rappresenta un unicum a livello europeo e che costituisce un laboratorio naturale privilegiato per comprendere i processi carsici legati alle evaporiti.

A guidare il pubblico in questo viaggio tra geologia, speleologia e conservazione ambientale saranno due relatori di primo piano: Maria Teresa Castaldi, già presidente del Comitato Scientifico regionale del CAI Emilia-Romagna, e Piero Lucci, presidente della Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna. I loro interventi offriranno una lettura aggiornata e scientificamente rigorosa dei siti UNESCO regionali, senza rinunciare a una narrazione accessibile e radicata nel territorio.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del CAI per la diffusione della cultura della montagna e per la sensibilizzazione sui temi della tutela ambientale, confermando il ruolo dell’associazione come interlocutore attivo tra comunità locali, mondo scientifico e istituzioni.