Rovigo Svetta, la montagna arriva in città

C.A.I. SEZ. ROVIGO

 

Una generazione cresciuta sulla roccia, le Dolomiti raccontate da chi le scala, un alpinista diventato partigiano e quattro giovani alle prese con il mestiere del bosco. Sono le storie di Rovigo Svetta, la rassegna del CAI Rovigo che dal 23 ottobre al 13 novembre 2026 porta in città cinema, alpinismo e cultura delle Terre Alte.

Giunta alla quattordicesima edizione, la manifestazione propone quattro appuntamenti e una mostra: occasioni per incontrare la montagna attraverso le imprese, certo, ma anche il lavoro quotidiano, le scelte personali e i cambiamenti che attraversano i territori.

Una generazione sulla roccia

Ad aprire il calendario sarà Eugenio Maria Cipriani, venerdì 23 ottobre alle 21 nella sede del CAI Rovigo, con il libro “Boomer Rock. Storia verticale di una generazione del nord-est fra alpinismo e arrampicata”.

Giornalista, scrittore e alpinista esplorativo, con quasi novecento nuove ascensioni tra Alpi nord-orientali, Dolomiti, Prealpi e Balcani, Cipriani ripercorrerà quasi tutta la seconda metà del Novecento. La sua esperienza sarà il filo per raccontare come sono cambiati la scalata, le attrezzature e i costumi, mentre intorno cambiavano la società e il modo di guardare alle montagne.

Le Dolomiti, tra pareti e tempo profondo

Venerdì 30 ottobre alle 21 la rassegna si trasferirà al Cinema Duomo per tre episodi di “Dolomitismo. Racconti Verticali”, la docuserie ideata e diretta da Emanuele Confortin e prodotta dalla Fondazione Dolomiti UNESCO. Dopo la proiezione, il pubblico potrà confrontarsi con il regista e altri protagonisti del progetto.

Presentata in anteprima assoluta al Trento Film Festival 2026, la serie comprende nove episodi nei quali le vicende di uomini e donne che hanno esplorato le Dolomiti incontrano la storia della Terra. Alle ascensioni e alle testimonianze del passato si affianca il racconto di circa 300 milioni di anni di trasformazioni geologiche: una misura del tempo che dà una prospettiva diversa anche alle imprese sulle pareti.

Nella stessa occasione sarà inaugurata nella sede sezionale “Racconti di Grafite”, la mostra di disegni dedicati alle montagne dolomitiche dell’artista e alpinista Luigi Dal Re, visitabile durante la manifestazione.

Gino Soldà, le imprese e le scelte

Il 6 novembre alle 21, sempre al Cinema Duomo, sarà la volta di “Gino Soldà – Una vita straordinaria”, scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon.

Il film ricostruisce il percorso di uno dei protagonisti dell’alpinismo italiano tra gli anni Trenta e Cinquanta, componente della spedizione al K2 del 1954. Accanto alle salite emerge la sua vicenda umana: dopo l’8 settembre 1943 Soldà entrò in clandestinità come partigiano, mettendo la conoscenza di vie e sentieri alpini al servizio delle persone perseguitate.

Nel film compaiono anche Simone Moro e Maurizio Tasca, impegnati a ripercorrere la via diretta sulla Sisilla aperta da Soldà nel 1932. Un ritorno sulla roccia per avvicinarsi alla sua storia.

Il bosco come mestiere

A chiudere Rovigo Svetta, venerdì 13 novembre alle 21 al Cinema Duomo, sarà “FOREST – Il futuro ha radici antiche”. Al centro del documentario ci sono due ragazze e due ragazzi che affrontano per la prima volta il lavoro forestale, guidati dai fratelli Michele e Giorgio Sambugaro.

Imparare questo mestiere significa acquisire competenze, riconoscere i rischi e comprendere le conseguenze di ogni intervento. Il loro percorso di formazione accompagna così lo spettatore dentro la complessità del bosco e nelle responsabilità di chi vi lavora.

Alla serata parteciperà Guerrino Malagola, segretario della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del CAI per il mandato 2026–2028, con competenza territoriale su Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige.

Come partecipare

Le proiezioni al Cinema Duomo saranno aperte al pubblico con ingresso a pagamento; per i soci CAI sono previste agevolazioni sul prezzo del biglietto. Tutti gli incontri inizieranno alle 21, con l’appuntamento del 23 ottobre ospitato nella sede sezionale. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web della sezione.

Tra una pagina, una parete e un sentiero nel bosco, la rassegna invita a conoscere le persone che danno forma alla cultura della montagna. E a portare quelle storie anche nella vita di città.