Turismo attivo e hiking sostenibile, a Cagliari il progetto internazio ...

C.A.I. SEZ. CAGLIARI

 

Turismo sportivo attivo non significa soltanto praticare discipline spettacolari e oggi molto diffuse, come kitesurf, hydrofoil surfing, SUP race o kayak. In una prospettiva più ampia, vuol dire costruire un’esperienza in cui attività fisica, ambiente naturale, cultura del territorio e benessere psicofisico si incontrano.

È all’interno di questa visione che il Dipartimento di Scienze mediche e sanità pubblica dell’Università di Cagliari ha organizzato, dal 13 al 24 aprile, la prima edizione del Blended Intensive Programme in Active Sport Tourism, iniziativa internazionale interamente svolta in lingua inglese.

Al progetto hanno preso parte 4 studenti italiani e 22 studenti europei, accompagnati da 3 docenti, provenienti da diversi atenei: Gdànsk University in Polonia, Universidade de Maia in Portogallo, Universidad Politécnica de Madride Universidad Francisco de Vitoria in Spagna.

Come sottolineato dalla professoressa Myosotis Massidda, coordinatrice del progetto per UniCA, gli studenti hanno partecipato con risultati positivi alle attività di kayak, orienteering, free climbing, vela ed escursionismo, conseguendo la certificazione finale di 5 ECTS, crediti universitari europei equivalenti, nel sistema italiano, ai CFU.

Sport, ambiente e cultura del territorio

Alla realizzazione del programma hanno collaborato anche diversi partner territoriali. Il CNSAS Sardegna ha contribuito con un intervento online di F. Secci dedicato alla gestione e alla prevenzione dei rischi nelle attività outdoor, tema centrale in ogni percorso formativo legato alla frequentazione consapevole dell’ambiente naturale.

Un ruolo significativo è stato svolto anche dal CAI Scuola della Sezione di Cagliari, con W. Bertoloni e S. Piredda, che hanno curato gli aspetti pratici, scientifico-culturali e di sostenibilità delle due attività di hiking realizzate nel Parco di Molentargius e alla Sella del Diavolo.

Le escursioni hanno permesso agli studenti di confrontarsi con un approccio all’attività motoria che non si limita alla prestazione fisica, ma include la conoscenza dell’ambiente attraversato, la lettura del paesaggio, la sicurezza, la sostenibilità e il rispetto dei luoghi.

Una formazione sempre più multidisciplinare

L’esperienza conclusa a Cagliari ha evidenziato come le attività sportive svolte in ambiente naturale possano avere un ruolo importante anche nei percorsi universitari legati alle Scienze Motorie. Il turismo sportivo attivo, infatti, richiede competenze che non riguardano soltanto la tecnica del movimento, ma anche la capacità di comprendere il contesto ambientale, culturale e sociale in cui l’attività si svolge.

Da questa prospettiva emerge la necessità, per i futuri professionisti del settore, di una formazione sempre più multidisciplinare, nella quale l’esercizio fisico sia integrato con la conoscenza del territorio e con una corretta gestione dei rischi.

Il progetto apre così alla possibilità di una futura collaborazione tra il CAI Scuola della Sezione di Cagliari e il corso di studi in Scienze Motorie e Sportive dell’Università di Cagliari, nel segno di un turismo attivo capace di unire benessere, natura, cultura e responsabilità.