Un’esperienza di lettura condivisa che arricchisce la vita di Sezione

C.A.I. SEZ. BENEVENTO

Fin dall’inaugurazione, avvenuta a giugno dello scorso anno, abbiamo pensato che la biblioteca non dovesse limitarsi a custodire i pochi libri presenti, ma che avrebbe dovuto promuovere iniziative culturali e, attraverso la cultura, arricchire la vita della Sezione.

La prima iniziativa è stata l’attivazione di un Gruppo di Lettura.

All’inizio nessuno di noi ne sapeva granché. Abbiamo studiato a fondo il fenomeno della lettura condivisa, scelto il modello più rispondente alla nostra realtà e i libri con molta cura, mettendo a punto una metodologia di discussione e confronto. Insomma, abbiamo cercato di creare le condizioni per la buona riuscita dell’esperienza.

A novembre il primo incontro, con un libro facile, un racconto breve ma ricchissimo di spunti per la discussione. L’esito è stato favorevole e ci ha spinto a continuare con un libro al mese, fino a giugno scorso, esplorando alcuni capisaldi della letteratura di montagna come Il peso della farfalla di Erri De Luca, Le otto montagne di Paolo Cognetti, Storia di Tönle di Mario Rigoni Stern, La montagna vivente di Nan Shepherd, Mia sconosciuta di Marco Albino Ferrari, La pelle dell’orsodi Matteo Righetto e Montagne della mente di Robert Macfarlane.

Incontro dopo incontro abbiamo imparato a conoscere e apprezzare il valore della discussione. Abbiamo scoperto che lo stesso libro generava emozioni e interpretazioni differenti e quanto fosse arricchente ascoltarle e confrontarle. Ai commenti sulle pagine lette abbiamo aggiunto, man mano, considerazioni sulle nostre esperienze personali.

Ci siamo accorti che il gruppo stava diventando qualcosa di più di un semplice appuntamento dedicato ai libri. Non soltanto un Gruppo di Lettura che funzionava, ma un’esperienza che stava producendo qualcosa nella vita della Sezione.

Così, prima della pausa estiva, abbiamo deciso di salutarci con un’apericena. Un incontro conviviale non per commentare libri, questa volta, ma per mettere a fuoco il senso dell’esperienza vissuta e ricavarne indicazioni per il prosieguo del cammino. Volevamo ascoltare i partecipanti e capire che cosa il Gruppo di Lettura avesse rappresentato per ciascuno di loro.

Tutti intorno a un tavolo, in una sala allestita con gli elementi simbolici del cammino percorso, che ci “invitavano” a ripercorrere, anche emotivamente, i tratti salienti dell’esperienza vissuta. Sul tavolo, i libri letti e alcuni cartoncini: verdi, con frasi evocative tratte dai libri; blu, con frasi legate alla lettura condivisa; bianchi, ancora vuoti, da riempire con quanto sarebbe emerso durante l’apericena. Alle pareti, i fogli della lavagna mobile con le discussioni dedicate ai singoli libri. In un angolo, una lavagna con una mappa dei possibili percorsi futuri.

Fin dal primo “giro di tavolo” abbiamo avuto conferma di aver prodotto i risultati tipici dei gruppi di lettura: la conversazione arricchisce la lettura e un libro, dopo essere stato discusso insieme, diventa altro, diventa patrimonio della comunità dei lettori. Ma non era questa la cosa più importante. C’era qualcosa di più, e di più personale.

Nel nostro caso, i lettori erano già membri di una comunità e i libri, pur così diversi, riguardavano una nostra passione comune: la montagna. Ogni autore ce l’ha rappresentata attraverso punti di vista e accenti molto differenti. Leggere insieme ha significato mettere in dialogo questi sguardi, mostrando come la montagna sia una realtà complessa, ricca di significati, esperienze e modi di viverla.

Ma la nostra specificità è stata un’altra: nel commentare le pagine dei libri, i lettori hanno messo in campo esperienze personali, a volte intime. Hanno confrontato trame, protagonisti e contesti con la propria esperienza e il proprio vissuto, non soltanto sul piano cognitivo, ma anche su quello emotivo.

È proprio in questo intreccio tra riflessione sui libri e racconto delle esperienze personali che la crescita culturale e quella relazionale hanno iniziato ad alimentarsi reciprocamente.

Il Gruppo di Lettura è diventato così un luogo della vita associativa. Un luogo un po’ più raccolto e riservato, dove si va volentieri perché ci si sente accolti, ascoltati e liberi di condividere il proprio punto di vista. Un luogo nel quale i libri continuano a essere protagonisti, ma dove dal commento dell’opera nasce una conversazione che porta i lettori oltre il libro e trasforma la crescita culturale in crescita associativa.

La crescita culturale e quella relazionale non si sono sviluppate una dopo l’altra, né l’una come conseguenza dell’altra. Sono cresciute insieme, alimentandosi reciprocamente. Hanno generato una cultura della montagna più ampia, più profonda e più condivisa e hanno rafforzato il senso di appartenenza al CAI e alla Sezione.

Questa esperienza ci ha insegnato che un Gruppo di Lettura può offrire molto più di un’occasione per parlare di libri. Può contribuire a costruire una cultura condivisa della montagna e, nello stesso tempo, rafforzare le relazioni e il senso di appartenenza alla vita associativa.