L’edizione 2022 di “Le parole della montagna” a Smerillo

Anche quest’anno il borgo appenninico diventa il palcoscenico su cui mettere in scena le diverse sfumature della cultura

Il tema di questa edizione è “perdersi” © Festival "Le parole della montagna"

Dal 13 al 17 luglio 2022, il festival “Le parole della montagna” approda a Smerillo, in provincia di Fermo. Il tema di questa edizione è “perdersi”. Dopo le anteprime di Monteleone di Fermo e Montefalcone Appennino. Insomma, anche quest’anno questo piccolo borgo appenninico diventa il palcoscenico su cui mettere in scena le diverse sfumature della cultura: dalla letteratura al teatro passando per la musica, con un occhio di riguardo alle Terre alte.

Tra gli eventi da segnalare, ricordiamo “L’inverno è il mio destino” con l’alpinista basco Alex Txikon, uno dei più forti scalatori contemporanei che sul palco di Smerillo racconta la sua carriera e la sua vita. Senza dimenticare l’evento “L’uomo che guardava le montagne” con Massimo Calvi, giornalista, caporedattore centrale di Avvenire,

Tra musica e letteratura

Per quanto riguarda la musica, l’evento “Sperdimenti – tra pensieri e ritmi. Poeti e musicisti (s)perduti” con Massimo Dona e Davide Rondoni è previsto venerdì 15 luglio alle ore 19. Sabato 16 luglio invece, è il giorno di “Perdersi nella storia”,  con Stefano Zamagni, in dialogo con Luigi Maffezzoli. Zamagni è economista e professore ordinario di economia politica all’università di Bologna. Il tema dell’incontro è «la crisi climatica, le migrazioni, la pandemia e la guerra provocano immensi squilibri e disuguaglianze. I grandi obiettivi e le grandi speranze sembrano diventate illusioni».

Infine, consigliamo “Dove gli dei si parlano”, Fotografie, racconti, film, musiche, suoni di e con Monika Bulaj. si tratta della serata conclusiva del festival, prevista domenica 17 luglio. «Le ultime oasi d’incontro tra fedi, zone franche assediate dai fanatismi armati, patrie perdute dei fuggiaschi di oggi. Luoghi dove gli dèi parlano spesso la stessa lingua franca, e dove, dietro ai monoteismi, appaiono segni, presenze, gesti, danze, sguardi. In una parola: l’uomo, la sua bellezza, la sua sacralità inviolabile», si può leggere nella presentazione.  Monika Bulaj è fotografa, reporter e documentarista, svolge la sua ricerca sui confini delle fedi, minoranze etniche e religiose, popoli nomadi, migranti, intoccabili e diseredati, in Europa e Asia, in Africa e nei Caraibi.

 

Il programma è disponibile qui