Rigenerazioni: il futuro possibile della montagna, il convegno a Pordenone

Tra i relatori ci sarà anche  il Presidente generale del Cai Antonio Montani, che sarà presente al convegno. Il tema del suo intervento è "il ruolo del Club alpino italiano".

Val Cellina, nel pordenonese © Cai Pordenone

Sabato 15 ottobre, è il giorno del convegno “Rigenerazioni: il futuro possibile della montagna”, organizzato dal Cai Pordenone. L’iniziativa è parte del “Progetto montagna” nato con l’obiettivo di raccontare le Terre alte, con le loro potenzialità e le loro problematiche legate al cambiamento climatico e allo stesso tempo di trasmettere e diffondere la cultura del teatro in montagna.

L’obiettivo degli interventi è quello di soffermarsi sulla vulnerabilità ambientale e sulle trasformazioni causate dal cambiamento climatico. Senza dimenticare la tutela dell’ambiente montano, il rispetto delle biodiversità, lo spopolamento e le relative conseguenze sociali ed economiche. Temi generali, accompagnati da case history ed esempi che trasferiscono sul campo e attualizzano le tematiche e le argomentazioni espresse e sintetizzate dai diversi relatori. Tra i relatori ci sarà anche  il Presidente generale del Cai Antonio Montani, che sarà presente al convegno. Il tema del suo intervento è “il ruolo del Club alpino italiano”.

Il tema dell’intervento del Presidente generale del Cai Antonio Montani © Cai Pordenone

Il programma 

Si comincia con “Il riscaldamento globale e la montagna”, lectio magistralis a cura del docente dell’università di Trieste Maurizio Fermeglia e con “La vita in montagna è ancora possibile”, analisi a cura dell’antropologa Marta Villa. Senza dimenticare il ruolo multifunzionale di boschi e foreste, a cura di Giorgio Maresi, dottore forestale e operatore tutela ambiente montano. Il patrimonio naturale UNESCO è il tema di un convegno a cura di Mara Nemela, direttrice Fondazione Dolomiti UNESCO. Infine, è il momento di un intervento sull’esperienza di sviluppo locale nelle Alpi orientali, a cura di Ivana Bassi, ricercatrice dell’università di Udine e operatrice nazionale tutela ambiente montano del Cai. Per quanto riguarda gli esempi, sono diversi e vanno dall’;imprenditoria giovanile e la resilienza nelle montagne del pordenonese, fino alla sfida delle aziende, alle prese con la sostenibilità, passando per la salvaguardia del patrimonio naturale UNESCO e l’esempio del parco delle Dolomiti friulane.

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