Quando il Sentiero Italia incrocia la storia della Sardegna

Per due giorni, il 25 e il 26 Settembre, i soci del Cai Sassari cammineranno lungo il Sentiero Italia CAI, nella parte più interna dell’Isola

Le piscine del Rio Salomone © Cai Sardegna

Per due giorni, il 25 e il 26 Settembre, i soci del Cai Sassari cammineranno lungo il Sentiero Italia CAI, nella parte più interna dell’Isola. In programma, le due tappe del sentiero, tra le zone impervie di Buddusò, Monti e Alà dei Sardi.  Il Sicai si snoda in questi territori, da Santa Teresa di Gallura e prosegue ai confini della Barbagia, inseguendo il calcare del Montalbo, Tuttavista e il Supramonte di Dorgali, Oliena e Orgosolo, sino ai campidani di Castiadas.

Il percorso, nella parte centro-orientale dell’isola

640 chilometri nella parte centro orientale dell’Isola. I soci del Cai Sassari, coordinati da Gesuino Onida, Giovanna Serra, Brunetto Ledda, Tonino Piras, si ritroveranno nel complesso forestale di Bolostiu, nelle campagne di Alà e raggiunto l’alveo del Rio S’Eleme percorreranno le sue sponde su passaggi obbligati e impegnativi. Quando il Rio cambia nome e assume quello di Rio Salomone, anche il paesaggio cambia aspetto, presentandosi con limpide piscine d’acqua che a settembre ancora giocano col sole battente.

Un viaggio nella cultura sarda

Nella giornata del 26, i soci Cai sono chiamati ad affrontare 17 chilometri di Sentiero Italia, lungo il camminamento dei carbonai che da Badde Suelzu porterà ai 1000 metri del Villaggio Nuragico Sos Nurattolos, sui monti di Alà dei Sardi. Qui, tra silenzi aspri, graniti disegnati dal maestrale, lecci e querce, si presenta maestoso il santuario nuragico di Sos Nurattolos, con il suo culto delle acque. Qui, sono presenti tutte le architetture di quella civiltà: la fonte sacra, sorgente perenne per le attività di purificazione e la capanna circolare per il culto verso divinità dispensatrici di fertilità e vita. Il tempio a Megaron e la capanna delle riunioni testimoniano la presenza costante del sacro e del profano, l’ispirazione divina e la concretezza delle norme che regolavano il convivere comune.