Un’escursione nel parco nazionale della Maiella

Luciano Pellegrini è un socio Cai che spesso condivide con Lo Scarpone i suoi consigli e suggerimenti per le escursioni

Un crocevia di sentieri © Luciano Pellegrini

Luciano Pellegrini è un socio Cai che spesso condivide con Lo Scarpone i suoi consigli e suggerimenti per le escursioni, in particolare nel territorio abruzzese, regione in cui risiede. L’escursione è stata effettuata l’8 ottobre 2020

L’escursione è un anello che inizia da Bocca di Valle (in provincia di Chieti), per incamminarsi su una carrarreccia che costeggia la valle fluviale del torrente Vesola e raggiunge la cascata di San Giovanni: uno dei posti più attraenti del Parco Nazionale della Maiella.

Abbandonato il sentiero F2 e seguita l’indicazione F1 sulla destra, si attraversa un piccolo ponte e si inizia la salita, immersa nella faggeta, per salire alla baita del poeta (a 920 m), e alla vicina “piànë dë lë mélë – Piana delle Mele”, (930 m). (Era una radura piana ed ora, dopo il rimboschimento con i pini, è molto boscosa. Certamente c’erano piante di Melo).

La roccia a forma di dente di lupo

Su questo sentiero, prima di arrivare al rifugio la baita degli alpini (1064 m), si incontra una roccia appuntita a forma di Dente di Lupo. Arrivato alla valle delle monache (quasi certamente si riferisce alla proprietà di un convento, in qualche modo legata all’eremo di San Giovanni), si abbandona il sentiero F1 e per incamminarsi sul sentiero F5 (1083 m).

Il territorio dell’eremo di san giovanni

Il sentiero F5 è una bretella comoda a mezzacosta, con una altezza costante (1100 m). In poco tempo si arriva a ciò che resta dell’eremo di San Giovanni, (990 m), testimoniato dalla presenza di un breve tratto di muro semisepolto dalla vegetazione.
Questo territorio è molto devoto a questo santo che viene ricordato con la sorgente, la cascata, la chiesetta, e il giglio. Si racconta che i fedeli si bagnavano con l’acqua di questa fonte che era considerata curativa e miracolosa. Si procede poi sul sentiero dove ci sono alcune costruzioni della rete acquedottistica, che portano a valle l’acqua di questa sorgente. Infine, si arriva al torrente Vesola, che scende dalla Majelletta per attraversarlo facilmente. La zona è ricca di sorgenti, tutte con acqua potabile.

Il Colle Garofano

Qui, ci sono pozze dove, se si è fortunati, è possibile vedere due tipi di anfibi: la Salamandra pezzata e la Salamandrina dagli occhiali.
Dopo un breve tratto in salita, il sentiero procede in falsopiano, all’interno di una faggeta ben curata, per scendere poi, ripidamente. Conviene fare piccoli traversi per perdere quota. Si raggiunge l’incrocio dei sentieri F2 e F5 (1012 m). Il sentiero F2 procede verso la Cascata di San Giovanni, a sinistra, o verso la Piana della Civita, a destra. Si sceglie questa soluzione che racconta il mio programma. Con una ripida ma breve salita, si arriva a Colle Garofano, “còllë garòfënë” (1070 m). Ci sono terrazzi panoramici, tracce di sentiero, una enorme parete rocciosa, ed ecco la Piana della Civita, “piànë dë la cìvëtë” (869 m). Un’ estesa radura con la presenza di scavi archeologici, ma il sentiero è meno evidente e la segnaletica carente. Bisogna raggiungere una scala di ferro per superare un salto di roccia, perché non ci sono altri passaggi. La discesa è moto ripida e sdrucciolevole per il pietrisco, si incontrano alcuni ricoveri pastorali, poi il bosco e si chiude l’anello con l’arrivo a Bocca di Valle.

Distanza 14 km

Tempo 4 ore senza soste

Dislivello +/- 650