16 km per il trekking urbano del Family Cai Novellara

I 40 partecipanti, di cui 18 bambini, hanno scelto Bologna per una giornata trascorsa tra enigmi da risolvere, cacce al tesoro e scioglilingua da pronunciare

Family Cai Novellara trekking Bologna_PiazzaSantoStefano

Foto di gruppo in Piazza Santo Stefano © Cai Novellara

Per una volta i bambini del Family Cai Novellara hanno lasciato a casa gli scarponcini da trekking, per mettere ai piedi “normali”, ma comode, scarpe da ginnastica. È successo lo scorso 19 settembre, quando il gruppo ha organizzato una giornata di trekking urbano a Bologna.

 Novellara canale moline

I bambini affacciati alla finestrella sul Canale delle Moline © Cai Novellara

Tutti gli enigmi risolti dai bambini

In tutto hanno partecipato 40 persone, tra cui 18 bambine e bambini.

«Abbiamo iniziato il trekking urbano dalle antiche mura, raggiunto la cattedrale di San Pietro, le torri Altabella e Coronata, piazza Maggiore, San Petronio, il Nettuno e così via. Per ogni meta abbiamo preparato un enigma, una prova, uno scioglilingua da pronunciare o un tesoro da trovare», raccontano Alice Olivi e Rita Bartoli, due delle organizzatrici. «La mattina è passata così veloce che in un battibaleno è arrivato il momento del picnic, con giochi e relax, ai giardini Margherita. Il pomeriggio abbiamo ripreso la caccia al tesoro, prima al complesso di Santo Stefano, poi a San Domenico, San Procolo. I bambini sono stati bravissimi e hanno risolto tutti gli enigmi, meritando così un super gelato! Un bel trekking di oltre 16 km».

Family novellara bologna

I piccoli protagonisti della giornata © Cai Novellara

L’equipaggiamento tra scarpe comode, borracce, biro e matite

Nel cuore di Bologna è stata infatti organizzata una caccia al tesoro. I bambini nello zaino avevano borraccia, kway per la pioggia settembrina, snack e merende per la mattina e il pomeriggio, panini e telo per il pranzo nel parco, biro o matita per risolvere gli enigmi, binocolo (ma facoltativo) per osservare i particolari lontani, fotocamera (di nuovo facoltativa) per immortalare gli indizi trovati, mascherine di scorta e gel.

«L’uscita è riuscita benissimo e le foto scattate lo documentano. Qualcuno tra gli adulti ancora sta cercando di pronunciare lo scioglilingua “Si procula Proculo campani fuisset, nunc procula Proculo Proculus ipse foret” che si trova sulla facciata della chiesa di San Procolo, ovviamente. Chi sta leggendo è riuscito?»