17 nuovi Operatori naturalistico-culturali in Emilia-Romagna

Si è concluso i giorni scorsi il corso di formazione iniziato nel 2020. I nuovi Operatori hanno superato le prove del test scritto, dell’accompagnamento in ambiente e hanno discusso la propria tesi di un itinerario naturalistico culturale del proprio territorio

foto gruppo Onc Emilia Romagna

I nuovi Operatori naturalistico-culturali del Cai Emilia-Romagna © Comitato scientifico Cai Emilia-Romagna

Sono 17 i nuovi Operatori naturalistico-culturali di primo livello del Cai Emilia-Romagna dopo la conclusione del lungo corso di formazione iniziato a marzo 2020 da remoto. I nuovi Titolati hanno superato le prove del test scritto, dell’accompagnamento in ambiente e hanno discusso la propria tesi di un itinerario naturalistico culturale del loro territorio.

«È stato un corso lungo e motivi lavorativi o familiari hanno purtroppo determinato il ritiro di alcuni corsisti, tuttavia sono emersi molti aspetti positivi», afferma Milena Merlo Pich, presidente del Comitato scientificoemiliano-romagnolo. «I partecipanti hanno avuto più tempo per assimilare e approfondire alcune tematiche del corso, hanno creato tra di loro una rete per scambiare informazioni e conoscenze di geologia, flora, fauna eccetera. Abbiamo sperimentato nuove modalità didattiche alternando, quando possibile, agli incontri on line le uscite in ambiente e chi è arrivato alla fine abbiamo visto che è motivato a mille».

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore del corso Luigi Mantovani, che ha aggiunto come questa motivazione

«si percepisce anche nei lavori di tesi presentati. C’è chi della montagna ha fatto un progetto di vita, chi ha raccontato in maniera affascinante miti, leggende e insediamenti antropici. Infine c’è chi ha descritto itinerari naturalistici di tratti del Sentiero Italia CAI o di percorsi meno conosciuti nel nostro Appennino ricchi di geodiversità e biodiversità».

Tesi a breve online

Le tesi dei nuovi titolati saranno presto pubblicate in pdf sul sito del Comitato scientifico centrale. Già da questo mese di novembre vecchi e nuovi Onc si ritroveranno per conoscersi e pianificare le future attività dei propri Comitati scientifici sezionali e dare il via a progetti di interesse per il Comitato scientifico regionale e centrale

I 90 anni del Comitato scientifico centrale

Quest’anno ricade il 90° anniversario della costituzione del Comitato scientifico centrale, l’organo tecnico più antico del Cai, fondato da Ardito Desio. Il suo messaggio è sicuramente ancora valido ed attuale.

«Chi si sente attratto allo stesso modo dal fascino del paesaggio delle montagne e dall’esplorazione infinita della natura e di sé stessi, può comprendere quanto sia importante saper cogliere e trasmettere la bellezza del paesaggio e l’interesse dell’esplorazione».