19 partecipanti e 8 istruttori per il corso nazionale di Tecnica di torrentismo in Aspromonte

Organizzato dalla Sezione di Reggio Calabria dal 31 maggio al 6 giugno scorsi, è stato il primo della neonata Scuola nazionale di torrentismo del Cai

RC Corso Torrentismo

Un momento delle giornate formative © Cai Reggio Calabria

È stato l’Aspromonte a ospitare il primo corso nazionale di Tecnica di torrentismo della neonata Scuola nazionale di torrentismo del Cai, fino a poco tempo fa accorpata alla Scuola nazionale di speleologia. Un corso, organizzato dal 31 maggio al 6 giugno scorsi, che è stato anche il primo a essere organizzato dalla Sezione Cai di Reggio Calabria. «In periodo Covid non era scontato che un’iniziativa con queste caratteristiche si riuscisse a concludere favorevolmente e soprattutto nelle tempistiche programmate», afferma Maria Pia Palamara.

L’organizzazione del corso

La Palamara racconta come a fine 2020 sia stata contattata dal responsabile del gruppo forra “Asprocanyon” della sezione Aspromonte di Reggio Calabria, Peppe Trovato, «per avvisarmi dell’imminente presentazione della richiesta di autorizzazione a svolgere un corso nazionale di Tecnica di torrentismo in Aspromonte. Sotto autorizzazione del Presidente Augusta Piredda e del Cds, contatto l’istruttore di cui avevo riferimento, Int Francesco Berti, poi il Direttore della Scuola Nazionale di Torrentismo del Cai, Int Eric Lazarus, il quale mi spiega molto pazientemente l’iter per riuscire a produrre la documentazione necessaria per la richiesta. Comincia così a muoversi un’incredibile macchina organizzativa che vede coinvolti in primis il direttore del corso, Int Alessandro Martella, con cui inizia una fitta collaborazione e scambio di email per riuscire a soddisfare le varie esigenze e definire le peculiarità del corso. Poco dopo arriva la mail di Eric: il corso in Aspromonte è stato approvato dall’assemblea, si farà!»
Continua il racconto: «una volta giunto aprile, e decise in maniera più puntuale logistica, costi e istruttori, si procede all’ apertura delle iscrizioni al corso. Ecco che arriva il momento tanto atteso, e con esso la sorpresa più bella: gli iscritti provenivano da tutta Italia! Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Sicilia, Lazio… Chissà come sarebbe andata, conoscere gente nuova, imparare dalle loro esperienze e poter condividere con loro la tua, accoglierle nel tuo territorio e cercare di condividerlo con loro per quanto possibile e di metterle a loro agio. Fra tutte le esigenze una in particolare non andava trascurata: siamo in periodo Covid, quindi non bisognava abbassare la guardia, e garantire a tutti un’adeguata tutela sanitaria. È così che si comincia a gestire il tutto anche in funzione di questo, parlando con Don Leone Stelitano, il parroco della Parrocchia SS. Redentore di Palizzi Marina, che ospitava la logistica, per un distanziamento nelle camerate e eventuale assistenza in tal senso».

Aspromonte torrentismo cascata

Un corsista impegnato nella calata lungo una cascata © Cai Reggio Calabria

La settimana formativa

Il 30 maggio iniziano ad arrivare i 19 iscritti e gli 8 istruttori, provenienti da zone diverse d’Italia. «Le voci e i numeri di telefono, gli indirizzi email, le allergie alimentari e i problemi di insonnia avevano un volto, degli occhi sorridenti e felici di trovarsi in quel contesto, di confrontarsi e di imparare, fare proprie le tecniche e quanto gli altri avevano da condividere».
Comincia così questa settimana formativa, «fatta di ritmi serrati, debriefing, esercitazioni, lezioni in forra e in palestra a secco a Palizzi, modifiche dei programmi in itinere per garantire a tutti una formazione di assoluta qualità nella massima sicurezza. Le cene diventavano occasione di condivisione delle esperienze della giornata e confronto, e di spunti su come migliorare la propria progressione in forra, e di cosa fare o non fare in determinate occasioni. Insomma, eravamo diventati una piccola comunità felice in cui per una settimana si condividevano esperienze e modi di vedere le cose diversi, problemi che avevano facili soluzioni perché discussi e superati insieme, dove tutto era risolvibile con il dialogo, una risata e un brindisi finale! La domenica di fine corso, conclusa con il pranzo presso la macelleria “Antichi Sapori d’Aspromonte”, a Canolo, è stata il momento culminante di questa esperienza, dove ci si è promessi di rivedersi presto, di ricambiare visite e ospitalità per conoscere le forre dei territori di provenienza, e consolidare così quanto cominciato durante la frequentazione del corso: quel sentimento di amicizia e solidarietà che nasce dalla condivisione di esperienze assolutamente personali e che rispecchiano in qualche modo una parte di vissuto dell’ altro, e ci fa sentire più vicini umanamente e socialmente».
Maria Pia Palamara ringrazia di cuore tutte le persone e le figure citate, «ma anche la scuola, i soci della sezione Aspromonte Filippo Corrado e Giuseppe Bruno che si sono prestati con pazienza e amore alla realizzazione di questo corso, e ovviamente tutti i corsisti e gli istruttori, senza i quali non si sarebbe certamente arrivati a raggiungere questi felici e positivi obiettivi»

Ottimi riscontri dai partecipanti

La conclusione è dedicata alla nota di un corsista che racchiude tutto quello che si è vissuto in queste settimane:

«La tanta diversità tra i partecipanti e tra gli istruttori è stato il valore principale del corso, al di là degli argomenti trattati. È stata una fortuna avere persone da così tante parti d’Italia e con esperienze e punti di vista a volte contrastanti ma comunque estremamente validi. Non poteva andare meglio, bravissimi tutti».