“2onePeaks”, alpinisti amputati sulle vette del Monte Rosa

Andrea Lanfri e Massimo Coda sono partiti oggi da Gressoney per effettuare la traversata del massiccio, raggiungendo le 21 cime sopra i 4000 metri. Il progetto rientra nel calendario di “Nel segno di Quintino” del Cai Biella

Andrea Lanfri e Massimo Coda 2onePeaks

Andrea Lanfri e Massimo Coda © Ilaria Cariello

Compiere la traversata del massiccio del Monte Rosa in totale autonomia, contando solo sulle proprie forze. È questo l’obiettivo di Andrea Lanfri e Massimo Coda, due alpinisti amputati che sono partiti oggi per la loro cavalcata da Gressoney a Cervinia.
Il loro progetto, denominato “2onePeaks”, prevede il raggiungimento di tutte le 21 vette sopra i 4000 metri del massiccio e rientra nel calendario di “Nel segno di Quintino” del Cai Biella: una serie di iniziative con le quali festeggiare la conclusione dei lavori che hanno reso “plastic free” il rifugio Quintino Sella al Felik.

Un’esperienza intrigante

«Questo tour del Monte Rosa mi affascina un sacco, salire una montagna già in se è bellissimo, ma intraprendere una traversata completa è ancora più intrigante», afferma Andrea Lanfri. «Tenda, fornello, protesi, tanta attrezzatura e tanta voglia di esplorare. Questi sono gli ingredienti che avremo nel nostro zaino. Ormai la nostra cordata è ben consolidata, con Massimo già l’anno scorso ho condiviso momenti indimenticabili e quest’anno non sarà da meno».

Classe ’86, Andrea, da sempre appassionato di montagna, dal 2015 è senza gambe e senza sette dita delle mani a causa di una meningite fulminante con sepsi meningococcica. Ciò non ha scalfito la sua voglia di vivere: è diventato atleta paralimpico della Nazionale italiana, oltre che alpinista e climber.

Andrea e Massimo

Lanfri e Coda studiano le vette © Ilaria Cariello

Libertà e avventura

Massimo Coda ha subito l’amputazione di una gamba dopo essere rimasto vittima di un grave incidente in montagna nel 2009. Da allora arrampica con una protesi al titano dal ginocchio in giù.

«Spesso mi chiedo cosa mi spinge ad uscire dalla mia zona confort a cinquanta anni suonati. Forse la voglia di riscatto per il tempo passato inerme», afferma. «Questo progetto racchiude in sé lo spirito di libertà e avventura. Questo è quello che sento dentro quando sono in quota, fra le cime innevate».

I due lo scorso anno hanno concluso il progetto “FivePeaks”, salendo cinque vette iconiche italiane: Monte Bianco, Gran Paradiso, Monviso, Marmolada e Cervino.

Se vuoi, puoi

Andrea e Massimo avranno con loro una bandiera con la mappa di tutte le vetta da salire, e ad ogni cima raggiunta verrà spuntata la corrispondente sulla mappa. Al termine del tour verrà donata al Museo Nazionale della Montagna di Torino. Il messaggio è sempre quello:

«se vuoi, puoi! Per tutti quelli che come noi hanno trovato un “intoppo” nella loro vita, si può sempre andare avanti. Sempre seguire i propri sogni».